Trascina la moglie in piazza e la picchia, 28enne arrestato

9 Luglio 2020

L’indagato vieta alla donna ogni relazione sociale, le sequestra il cellulare e la minaccia di morte anche davanti ai carabinieri: adesso è ai domiciliari

LANCIANO. Ha trascinato la moglie nella piazza del paese, picchiandola e offendendola pubblicamente. È stata la più grave di una serie infinita di umiliazioni e violenze fisiche, accompagnate da minacce di morte e di portarle via i figli minori. Un uomo di 28 anni è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di maltrattamenti e lesioni personali aggravate. Il dramma familiare si è consumato in un centro della Comunità montana dell’Aventino-Medio Sangro che ricade nella giurisdizione del tribunale di Chieti: non forniamo ulteriori dettagli – compreso il nome dell’indagato – per tutelare l’identità della vittima.
In base all’accusa, fin dai primi anni di matrimonio, l’uomo ha «sottomesso» la coniuge, vietandole ogni relazione sociale, controllandola in modo ossessivo e togliendole persino il cellulare. Un atteggiamento, definito dalla vittima maschilista, che lo ha spinto a precludere alla moglie qualsiasi possibilità di realizzarsi anche sotto l’aspetto lavorativo. Come se non bastasse, l’indagato l’ha malmenata più volte davanti ai figli piccoli. Un incubo quotidiano che ha portato la donna a trasferirsi dalla cognata, ma non è stato sufficiente per mettere fine alle violenze. Tant’è che, in un’occasione, l’uomo ha spinto la moglie fino alla piazza principale del paese, dove l’ha colpita e ingiuriata. Solo l’intervento di un passante ha permesso alla giovane di scappare e raggiungere la caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. L’ultima aggressione risale a fine giugno, quando il 28enne ha raggiunto l’abitazione della parente in cui lei aveva trovato rifugio e ha tentato di forzare il portone d’ingresso, cercando poi di penetrare nella casa attraverso una finestra. L’arrivo dei carabinieri ha evitato che l’incursione si concretizzasse. Ma, persino di fronte ai militari dell’Arma, l’uomo ha continuato a terrorizzare la moglie, dicendosi pronto ad ammazzarla e a fare sparire i suoi affetti più cari. All’indomani, come denunciato dalla donna, le minacce di morte sono proseguite anche via telefono.
A quel punto il giudice Andrea Di Berardino, su richiesta dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, ha disposto per l’indagato i domiciliari, considerando il rischio concreto di nuove azioni violente.
L’arrestato, assistito dall’avvocato Paolo Sisti, è stato interrogato ieri mattina a Chieti: in aula ha respinto le accuse e fornito la sua versione dei fatti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA