Trasporto per i disabili, le famiglie: «Costi insostenibili»
LANCIANO. C’è chi ha atteso invano l’arrivo del mezzo di trasporto che portava il proprio figlio a fare riabilitazione, anche nei centri di Pescara e Chieti. C’è chi invece, avvisato del cambio di...
LANCIANO. C’è chi ha atteso invano l’arrivo del mezzo di trasporto che portava il proprio figlio a fare riabilitazione, anche nei centri di Pescara e Chieti. C’è chi invece, avvisato del cambio di regolamento sul trasporto disabili, ha cercato di mettersi in regola ma, visti i costi enormi del servizio, ha rinunciato. Protesta ieri mattina di alcuni genitori dei ragazzi disabili in Comune dopo che, dal 1° luglio, è entrato in vigore un nuovo regolamento distrettuale per il trasporto disabili che impone la compartecipazione alla spesa ma con costi ingenti per le famiglie, in tempi già difficili. Un cambio di cui i genitori dei minori diversamente abili sono stati avvisati tramite una lettera fatta dai Comuni dell’ente d’ambito 11 frentano (Lanciano capofila, Fossacesia, Castel Frentano, Frisa, Mozzagrogna, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Santa Maria Imbaro e Treglio) che però non è arrivata a tutti: così molti si sono ritrovati senza il servizio.
«Tra le novità del regolamento c’è il non essere in possesso di un’auto o di un mezzo acquistato con i benefici della legge 104», spiega Alessandra Portinari, presidente regionale Angsa (Associazione Nazionale genitori soggetti autistici) che è stata ricevuta dalla dirigente servizi alla persona di Lanciano, Giovanna Sabbarese, «in questo caso il trasporto diventa a pagamento. Inoltre non si considera l’Isee sanitario. Fatto grave poi è che le comunicazioni sono arrivate a scadenza e neanche a tutte le famiglie, private così del servizio verso centri che sono scelti dalla Asl e non dai genitori. Spesso centri fuori ambito, che costeranno tantissimo». È il caso di due famiglie, una di Frisa e una di San Vito, con bimbi che si recano a Chieti e Pescara per la riabilitazione che ora dovrebbero sborsare 4-500 euro al mese di trasporto. «Devono cambiare il regolamento», dice una mamma, «i nostri figli hanno bisogno delle terapie e, in questo momento difficile, un’ulteriore stangata ci mette in ginocchio». «Togliere il requisito dell’auto e della 104, fare l’Isee sanitario e ottimizzare i percorsi dividendo le spese tra le famiglie sono le nostre proposte», chiude Portinari, ascoltata ieri mattina anche dai sindaci Emiliano Bozzelli (San Vito) e Nicola Labbrozzi (Frisa). Giovedì nuova riunione con Sabbarese, i gestori dei centri di riabilitazione e del trasporto per cercare subito una soluzione.
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