Travolto in strada, muore ex carabiniere

30 Ottobre 2019

Giuseppe Tacconelli, 82 anni, investito davanti casa da una Lancia Y guidata da una 61enne di Ripa. Il pm ordina l’autopsia

CHIETI. È morto cinque ore dopo essere stato investito davanti casa. Non ce l’ha fatta Giuseppe Tacconelli, 82 anni, carabiniere in pensione. Il decesso è avvenuto la scorsa notte all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove l’anziano era stato trasportato per le gravi ferite riportate in un incidente successo in via Masci, una delle principali strade d’accesso alla città. Il sostituto procuratore di turno, Lucia Anna Campo, ha aperto un’inchiesta e ordinato l’autopsia: l’investitrice è indagata con l’accusa di omicidio stradale.
La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio di lunedì. Tacconelli stava attraversando la strada per tornare nella sua abitazione, al civico 94, dopo essere stato nel deposito vicino casa. Il pensionato era a pochi metri dal cancello quando è stato preso in pieno da una Lancia Ypsilon vecchio modello, di colore bianco, guidata da una donna residente a Ripa Teatina, D.V. le sue iniziali, 61 anni. L’impatto è stato molto violento: l’ex militare dell’Arma è finito sull’asfalto, riportando un trauma cranico e fratture multiple. Erano le 18.55. L’investitrice e i familiari, nel frattempo scesi in strada, lo hanno subito soccorso. Quando sul posto, nel giro di pochi minuti, sono arrivati medico e infermiere del 118, l’anziano era cosciente. Le sue condizioni sono apparse comunque gravi, tant’è che è stato trasportato al policlinico in codice rosso. «Non l’ho proprio visto», ha detto l’automobilista, sotto choc, ai primi soccorritori. La dinamica dell’incidente è stata ricostruita dagli agenti della polizia locale, coordinati dalla comandante Donatella Di Giovanni.
Dopo l’ingresso in pronto soccorso, i medici hanno fatto di tutto per salvare la vita a Giuseppe. Ma le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate con il passare delle ore: il pensionato ha perso conoscenza e, dopo mezzanotte, il suo cuore ha smesso di battere. Una tragedia senza fine per la moglie Mafalda, la figlia Sonia, il figlio Giancarlo e i nipoti che erano legatissimi a nonno Giuseppe, una vita dedicata al lavoro e alla famiglia.
L’inchiesta della procura sta muovendo i primi passi dopo l’informativa consegnata ieri mattina dai vigili urbani. L’utilitaria è finita sotto sequestro. L’iscrizione dell’automobilista sul registro degli indagati è un atto dovuto, in vista di un esame irripetibile come quello dell’autopsia, che consentirà alla donna di nominare un proprio consulente. Stamattina il pm affiderà l’incarico al medico legale Pietro Falco.