Tre coltellate per un debito di 50 euro

14 Marzo 2018

Cena in casa finisce nel sangue: donna colpisce al fegato l’amico intervenuto per sedare la lite, arrestata. Lui è grave

CHIETI. «Io sono una femmina d’onore». Anna Maria Marinelli, 43 anni di Chieti, avrebbe detto così consegnando ai carabinieri il coltello a serramanico con una lama di circa 10 centimetri ancora sporca di sangue. Tre coltellate per un debito di 50 euro vecchio di qualche anno. E quelle coltellate hanno colpito la persona sbagliata: durante una lite in un appartamento di via Padre Valignani, un teatino di 55 anni, Massimo Spadaccini, si sarebbe messo in mezzo tra la Marinelli e un’altra persona ed è stato trafitto al fegato, a un polmone e all’addome. Lui, con il fegato perforato, è ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Chieti: è stato operato, ora sarebbe fuori pericolo ma resta sotto osservazione in prognosi riservata. Lei è accusata di tentato omicidio e ora è detenuta nel carcere di Madonna del Freddo: si difende e dice che non avrebbe voluto uccidere nessuno ma, per ora, la incastra quel coltello tenuto nascosto sotto la cintura dei pantaloni.
Cena finita nel sangue. È la storia di una cena tra amici finita nel sangue: secondo la ricostruzione degli investigatori, 4 persone, due di Chieti e altre due del circondario, decidono di passare una serata insieme. L’appuntamento, nell’appartamento al terzo piano di una palazzina, è intorno alle 18. Ma alla cena si presenta anche un altro invitato: è la Marinelli che, venuta a conoscenza di quell’incontro, chiede di partecipare. Tutti dicono di sì e lei si aggrega. La festicciola improvvisata comincia tra bicchieri di vino, salame e prosciutto, poi, intorno alle 21, si consuma l’aggressione.
Il piano. Una follia improvvisa. Ma, secondo i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Chieti, diretti dalla tenente Maria Di Lena, sarebbe stata un’azione pianificata: in base alle testimonianze raccolte, tra la Marinelli e uno dei partecipanti alla cena, E.L., scoppia una lite per un favore mai ripagato. I due si scambiano accuse. Tutto ruota intorno a una richiesta di aiuto dell’uomo rimasto senza casa: per tentare di avere un alloggio popolare, E.L. avrebbe chiesto in passato alla Marinelli di firmare una scrittura privata in cui si dice che saltuariamente sarebbe stato ospite a casa della donna in quanto senza fissa dimora. E, in cambio di questo favore, lui le avrebbe dato i 50 euro.
Coltello nella cintura. La lite sarebbe scaturita dal debito mai estinto: la Marinelli ed E.L. iniziano a rincorrersi intorno al tavolo, poi, spunta il coltello – secondo l’accusa, la Marinelli l’avrebbe portato da casa e tenuto nascosto per tutta la serata nei pantaloni – e Spadaccini sarebbe intervenuto per cercare di sedare la lite. Ma quel tentativo di rimettere pace fallisce: la donna lo colpisce una, due, tre volte. Alla vista del sangue, per un istante, scende il silenzio nell’appartamento: uno dei commensali capisce che la situazione è grave e chiede l’intervento dei carabinieri. In un pugno di minuti i carabinieri, guidati dal maggiore Massimo Capobianco, arrivano e trovano la Marinelli. È proprio lei a consegnare il coltello agli investigatori e a raccontare cosa sarebbe successo. Nel frattempo, Spadaccini finisce in ospedale e un intervento chirurgico d’urgenza gli salva la vita: se i medici non fossero intervenuti subito sulla lesione al fegato colpito dalla coltellata, l’uomo sarebbe morto. Una tragedia sfiorata.
Interrogatorio. Ieri, la Marinelli, difesa dall’avvocato Roberto D’Ettorre, è stata interrogata in carcere dal gip Luca De Ninis: «Avevamo bevuto tanto», ha detto. Poi, ha ricostruito i rapporti con la persona aggredita: «Tra me ed E.L. c’erano stati più litigi perché lui aveva cercato di ingannarmi attraverso una richiesta all’Ater con l’obiettivo di ottenere una casa popolare», ha detto la donna. Sulle coltellate andate a segno alla persona sbagliata, Marinelli ha detto: «Mi sono sentita aggredita alle spalle e mi hanno tirato i capelli, così ho reagito ma non volevo uccidere nessuno».
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