Tre nuovi religiosi nell’Ordine dei Camilliani

7 Settembre 2015

Bucchianico, hanno preso i voti e si sono consacrati nel servizio ai malati. Mastrocola è di San Martino

BUCCHIANICO. La patria nativa di San Camillo De Lellis abbraccia l’ingresso nell’Ordine dei Camilliani di tre nuovi religiosi che ieri mattina, durante la messa solenne nella chiesa di Sant’Urbano, hanno emesso la loro prima professione religiosa professando i voti di castità, povertà e obbedienza e, secondo il carisma di San Camillo, si sono consacrati con il quarto voto del servizio dei malati sia negli ospedali e sia in qualunque altro luogo, anche con il rischio della vita e hanno indossato per la prima volta l’abito camilliano nero con la croce rossa sul petto.

Nicola Mastrocola, 31 anni, di San Martino sulla Marrucina; Walter Vinci, 30 anni, di Mesagne, in provincia di Brindisi, e Dario Malizia, 40 anni, di Palermo, hanno risposto alla chiamata di Dio davanti a parenti, amici, a trenta sacerdoti arrivati dalla Provincia Romana e Siculo-Napoletana che hanno concelebrato la messa e la folla di fedeli presenti alla messa domenicale. La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo emerito di Brindisi-Ostuni, monsignor Rocco Talucci, mentre i voti sono stati imposti per le mani del padre superiore provinciale, Emilio Blasi.

«Con la professione religiosa siete chiamati a rassomigliare a Gesù e a San Camillo», ha detto l’arcivescovo Talucci nell’omelia. Poi si è rivolto ai tre religiosi portando alla folla di credenti intervenuti le loro vite come esempio di fede e conversione: «Tu, Walter, quando mi hai detto di voler diventare camilliano io ti ho chiesto se stavi fuggendo dalla tua diocesi, se chiedevi di più dalla vita e se conoscevi il carisma di San Camillo De Lellis. Tu mi hai risposto di essere sicuro della tua scelta e che comprendevi l’importanza del tuo passo e io ti ho dato la mia benedizione. Nicola, tu hai conosciuto la malattia e con essa hai aperto gli occhi e hai capito che Dio è vicino a chi soffre. Mentre, tu, Dario sei avvocato, hai conosciuto gli affetti della vita, e avevi davanti a te un mondo comodo ma non ti sentivi soddisfatto. Quando hai sperimentato la vicinanza ai più poveri hai trovato la vera gioia e non hai avuto paura di saltare il ponte invisibile che ti ha legato ai malati e ti ha darà la salvezza».

Commovente il momento della vestizione dei tre religiosi che per la prima volta hanno indossato l’abito camilliano davanti a Dio e ai fedeli.

La comunità ha accolto con un caloroso applauso l’entrata nell’Ordine dei tre religiosi e la giornata è proseguita con una grande festa a cui erano invitati gli amici e i parenti arrivati da tutto il Centro sud Italia.

I tre giovani oggi faranno ritorno allo studentato camilliano di Roma e continueranno per altri tre anni il loro periodo di formazione e di attività prima di poter approdare alla professione perpetua che, per chi vorrà, farà accedere all’ordinazione presbiterale.

Debora Zappacosta

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