Tre veicoli a fuoco ma è un corto circuito
Paglieta. Ancora fiamme alla Lino Motors dopo il rogo di luglio: le indagini escludono il dolo
PAGLIETA. Ancora tre auto a fuoco nell’autosalone Lino Motors di Paglieta. Dopo l’incendio del luglio scorso, in cui furono distrutte 7 auto, questa volta le fiamme hanno avvolto tre mezzi ma, a differenza di due mesi fa, l’incendio non sarebbe doloso. Un corto circuito, scaturito da un Fiorino, avrebbe scatenato le fiamme che, a catena, si sono propagate su una Fiat 500 e una Citroen C1, parcheggiate nell’area esterna dell’autosalone plurimarche Lino Motors in contrada Piano la Barca, lungo la strada provinciale 119 a Paglieta.
Le fiamme sono partite attorno all’1,40 di martedì. Ad accorgersi del fuoco è stata una pattuglia dei carabinieri di Paglieta che controllava la zona. Sono stati i militari ad avvisare i vigili del fuoco di Casoli che hanno domato le fiamme in quasi tre ore. I pompieri sono infatti rientrati in caserma dopo le 4. Secondo una prima ipotesi dei carabinieri della compagna di Atessa, guidati dal luogotenente Federico Ciancio, sarebbe stato un corto circuito a provocare il rogo. Non sarebbero stati trovati infatti inneschi o micce dai vigili del fuoco, né materiale infiammabile che potessero far pensare a un atto doloso. Inoltre dai video delle telecamere di sorveglianza della concessionaria, non si notano persone o movimenti strani, tali da far pensare a un incendio appiccato da una mano criminale. L’ipotesi è quindi quella del corto circuito ma le indagini non sono chiuse del tutto.
A far continuare gli accertamenti è il fatto che lo stesso autosalone, il 14 luglio scorso, è stato vittima di un incendio, doloso. Anche in quella occasione non erano state trovate micce o inneschi ma le telecamere avevano immortalato un uomo che, in sella alla sua moto, alle 2.30 di notte si era avvicinato al recinto del piazzale esterno e aveva lanciato del materiale infiammabile contro le auto posteggiate: sette le auto bruciate, quattro incenerite dalle fiamme e tre danneggiate in modo parziale. Gesto inspiegabile visto che il titolare dell’azienda non ha mai ricevuto minacce e a cui cercano di dare risposta i carabinieri. Logico, quindi, dopo il rogo della notte scorsa, pensare di primo acchito ad un collegamento, ad un nuovo “attacco” contro la concessionaria che ha perso altre tre auto, un fiorino una 500 e una C1 usate. Ma, questa volta, si tratterebbe di un corto circuito. (t.d.r.)
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