«Treni troppo rumorosi» La Marina chiede aiuto

25 Febbraio 2019

Il comitato civico vuole interventi risolutivi da giunta comunale e Ferrovie «L’Arta ha eseguito due volte i rilievi fonometrici con risultati sconcertanti»

VASTO. Chiedono da anni una soluzione al problema della rumorosità prodotta dal passaggio dei treni attraverso l’installazione di barriere fono-assorbenti che ne possano mitigare gli effetti acustici, ma le loro richieste finora sono cadute nel vuoto. Tornano alla carica i cittadini che hanno comprato casa al mare vicino alla ferrovia adriatica, costretti a convivere con il rumore insopportabile provocato dai convogli. Con l’avvicinarsi della stagione estiva l’annosa querelle si ripropone e il comitato “Vasto Marina nel cuore”, che rappresenta centinaia di famiglie proprietarie degli appartamenti all’interno del Parco Fortunato, in contrada San Tommaso, annunciano nuove iniziative.
«È del tutto evidente che, in assenza di provvedimenti concreti e pur di difendere i diritti dei cittadini, ci faremo promotori di una serie di azioni, non escludendo il ricorso all’autorità giudiziaria», annuncia Alfredo Graziano, portavoce del Comitato, «la Asl non può esimersi dall’intervenire, ma anche il Comune deve fare la sua parte perché la salvaguardia della salute dei cittadini deve essere una priorità dell'amministrazione. La rumorosità prodotta dai treni circolanti lungo la linea ferroviaria, in corrispondenza del parco verde, meglio conosciuto come “Parco Fortunato” è una questione che si trascina da anni. Nel 2014 l’Arta, opportunamente interessata dal Comune, procedeva ad effettuare dei rilievi fonometrici, in corrispondenza del suddetto tratto ferroviario», ricorda Graziano, «la relazione tecnica evidenziò una rumorosità, espressa in decibel, nettamente superiore ai valori stabiliti dalla legge. Il comitato Vasto Marina nel cuore, che nel frattempo si era costituito per rappresentare le centinaia di famiglie del posto, chiese e ottenne un incontro con l’allora sindaco Luciano Lapenna. Una delegazione guidata da me fu ricevuta a Palazzo di città per esporre la gravità del caso e studiare, congiuntamente all'amministrazione comunale, opportuni interventi finalizzati a scongiurare gli evidenti pericoli per la salute pubblica. Si succedettero ulteriori incontri, ma senza risultati apprezzabili. Del problema venne investito due anni dopo, nel 2016, la nuova amministrazione guidata da Francesco Menna, al quale venne riproposta la questione. A marzo 2018 ci fu un ennesimo intervento dell’Arta, richiesto dal Comune, in seguito alla segnalazione scritta di alcuni cittadini, da cui sono scaturiti dati assolutamente allarmanti, con valori di gran lunga superiori a quelli rilevati nel 2014».
Per il comitato si tratta di «una situazione di assoluta gravità che deve essere al più presto affrontata e risolta».
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