Treni vecchi e in ritardo, ignorati i pendolari in protesta

27 Giugno 2019

LANCIANO . Sono rimasti inascoltati gli appelli dei pendolari lancianesi che già a marzo avevano levato la voce contro le inefficienze del servizio di trasporto su rotaia di Tua, l’azienda regionale...

LANCIANO . Sono rimasti inascoltati gli appelli dei pendolari lancianesi che già a marzo avevano levato la voce contro le inefficienze del servizio di trasporto su rotaia di Tua, l’azienda regionale dei trasporti. Treni vecchi, perennemente in ritardo, corse saltate e condizioni igieniche precarie erano gli argomenti sollevati nei mesi scorsi. Ma da allora nulla è cambiato, anzi, con l’arrivo dell’estate, così come denunciato dai pendolari, numerose corse di treni vengono soppresse per consentire al personale di smaltire le ferie. «La situazione è peggiorata incredibilmente», denuncia il gruppo di utenti, «se prendiamo il treno la mattina non sappiamo se ci sarà un treno per il rientro, perché queste decisioni vengono prese di punto in bianco senza dar modo alle persone di esserne informate preventivamente. Tutti ormai sono costretti a far uso di macchine private per raggiungere il luogo di lavoro da Pescara verso Lanciano e per farvi ritorno. Il risultato si ravvede nei treni vuoti che viaggiano a nostre spese. Dopo la conferenza stampa fatta il 28 marzo scorso, nessuno ci ha degnato di una nota. Siamo stati letteralmente abbandonati». Tra le esigenze enunciate dai viaggiatori pendolari c’è quella di una fermata a Pescara Porta Nuova e Pescara Tribunale per la corsa che parte da Lanciano alle 16,01: «La cancellazione delle fermate», sostengono gli utenti, «taglia fuori molti studenti universitari». Per il treno in partenza da Lanciano alle 19,28 i pendolari lamentano la presenza di «pochissimi viaggiatori, perché risulta troppo tardivo l’orario e nella programmazione attuale c’è solo un treno che parte alle 17,20: bisognerebbe immettere un treno alle 18,30». Ancora, «per chi ha attività commerciali nel centro di Lanciano non sono previsti treni di ritorno dopo gli orari di chiusura, ovvero dopo le 20. Vogliamo che la cattiva gestione di questa azienda giunga al termine», concludono i pendolari. C’è bisogno di un controllo, di una nuova gestione che ponga fine alla disorganizzazione attuale a totale scapito dei viaggiatori. Chiediamo al nuovo insediamento politico regionale, di far luce sui problemi e di affidare a risorse competenti la gestione della programmazione degli orari». (d.d.l.)