Tribunale a rischio, le Camere penali contro la chiusura

23 Febbraio 2019

Vasto. Il presidente nazionale Caiazza pronto a intervenire Adesioni alla proposta del sit-in a Roma: si farà il 18 marzo 

VASTO. La proposta del sit-in di protesta nella Capitale in difesa del tribunale di Vasto fatta dall’avvocato Angela Pennetta è stata accolta favorevolmente da molti colleghi. La delegazione sarà piuttosto nutrita: la data è quella del 18 marzo, lunedì. «Io sarò con loro in prima fila con la fascia tricolore», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna, che da tempo conduce in prima persona una battaglia in difesa del presidio di giustizia vastese. Nel frattempo il presidente delle Camere penali di Vasto, Giovanni Cerella, ha contattato il presidente nazionale delle Camere penali, Giandomenico Caiazza. «Il presidente Caiazza ha condiviso le nostre perplessità sul futuro di questo presidio», dice l’avvocato Cerella. L’appello lanciato dall’avvocato Angela Pennetta non è certo passato inosservato. «Quello che dice l’avvocato Pennetta», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «è giusto. Il ministero non ci ascolta più e non risponde più ai nostri appelli. L’accordo con il tribunale di Lanciano che era stato recepito dal ministero, ora viene ignorato. Il ministro Alfondo Bonafede non ha ricevuto neppure la delegazione arrivata da Vasto. I ripetuti appelli sembrano le invocazioni di San Giovanni Battista nel deserto. Eppure», riflette Menna, «la commissione sicurezza formata con il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo e il procuratore capo, Giampiero Di Florio, ha ottenuto per la ristrutturazione del palazzo di giustizia oltre un milione di euro. L'organico dei magistrati è stato completato e un emendamento ne ha prorogato la chiusura al 2021. Poi però Vasto viene esclusa dall’adeguamento di organici del settore amministrativo. Il tribunale sta morendo e non possiamo accettarlo. Il giorno della protesta sarò in prima fila con la fascia tricolore davanti al ministero», afferma Menna.
L’avvocato Angela Pennetta ha ribadito ieri la necessità di lottare per evitare un danno gravissimo per il territorio. «Dobbiamo lottare tutti uniti», dice la penalista, «senza se e senza ma e senza colori politici, affinché non solo il tribunale non venga soppresso, ma abbia piena efficienza con il ripristino della pianta organica. Il silenzio del governo dopo le promesse non mantenute è offensivo». La necessità di mantenere in vita dignitosamente il tribunale di Vasto è condivisa dal presidente nazionale delle Camere penali, Giandomenico Caiazza. «Ho parlato con lui», dice l'avvocato Cerella, «e ha ribadito il proprio interessamento per le sorti del tribunale vastese. Occorre intervenire subito ridando agli uffici il personale indispensabile al disbrigo delle pratiche e alla celebrazione delle udienze». (p.c.)
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