«Tribunale, a Roma è tutto fermo»

Vasto. Il vicesindaco Fioravante: è passato un altro mese, il rischio chiusura resta
VASTO. È trascorso un mese dalla riunione del coordinamento dei sindaci e dei presidenti degli Ordini forensi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, per la salvaguardia dei tribunali abruzzesi sub provinciali. Dopo la riunione, il coordinamento aveva chiesto un incontro urgente con i rappresentanti del governo, anche con la partecipazione della Regione per sapere cosa accadrà dopo il 31 dicembre 2025, giorno di scadenza della proroga del termine di chiusura dei quattro presidi. «La giustizia di prossimità», ripete il vicesindaco di Vasto, Licia Fioravante, «va garantita a tutela dei cittadini e dell'efficienza complessiva del sistema giudiziario. A fronte dei plurimi impegni assunti dal governo in carica tesi alla revisione della geografia giudiziaria disegnata alla legge Severino del 2012, vorremmo ricevere certezze. Purtroppo da Roma non arriva nessuna risposta.
Il silenzio, dunque, preoccupa. «Siamo in proroga ancora per un anno. E dopo? Dal governo centrale vorremmo una risposta. Aspettiamo la convocazione dal ministero auspicando che gli impegni presi vengano mantenuti». Licia Fioravante sollecita il governo meloni a rispettare gli impegni presi per la revisione della geografia giudiziaria, al fine di continuare a garantire la giustizia di prossimità, utile per tutti i cittadini. «In ordine al raggiungimento di questo obiettivo, è stato chiesto un incontro urgente con le istituzioni per salvare i quattro tribunali».
Ma non è solo il futuro del tribunale che preoccupa l'amministrazione comunale. «C'è anche l'ospedale che, a dispetto delle rassicurazioni, non vive un bel momento e poi c'è il porto». Di recente a Vasto è arrivato il coordinatore della Zes unica, Giosy Romano, e ha fatto un sopralluogo in porto insieme all'assessore regionale Tiziana Magnacca per verificare lo stato dei luoghi e le opere infrastrutturali.
L'assessore Magnacca subito dopo ha dichiarato di confidare nell’accelerazione dei lavori di ampliamento del bacino. «Vorremmo conoscere il cronoprogramma, essere informati e informare i cittadini. Vorremmo», conclude Fioravante, «che dalle promesse si passasse ai fatti sia per il tribunale sia per l'ospedale sia per il porto ». (p.c.)
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