Tribunale con l’incognita chiusura La speranza in un disegno di legge

25 Agosto 2021

Alla ripresa delle attività giudiziarie dopo la pausa estiva tornano le iniziative per i presìdi minori Melone (Ordine degli avvocati): «Chiesto un incontro anche al presidente della Corte d’appello» 

VASTO. Alla ripresa dell'attività giudiziaria dopo le ferie estive, resta la grande incognita del futuro del tribunale. Il presidente del Consiglio dell'ordine forense di Vasto, l'avvocato Vittorio Melone, e i colleghi dei tribunali di Lanciano, Sulmona e Avezzano, riprendono la battaglia per salvare i cosiddetti tribunali minori. Dopo le proteste del senatore Gianluca Castaldi (M5S) per lo stop del presidente del Senato, Maria Alberta Casellati (Forza Italia) all'emendamento che avrebbe prorogato l'attività dei tribunali, la stessa proposta è stata tuttavia ripresa per essere inserita in un disegno di legge e assegnato a una commissione in sede deliberante. Tutte le forze politiche hanno sostenuto la richiesta di proroga.
«Un fronte unico», dice l'avvocato Vittorio Melone, «per dare una nuova chance ai presidi di legalità. Questa settimana riprendono le riunioni in via remoto per fare il punto della situazione e verificare se la proposta è stata assegnata alla commissione in sede deliberante», spiega il presidente dell'Ordine. «Abbiamo chiesto un incontro anche al presidente della Corte d'appello. In base all'esito delle prossime riunioni non escludiamo di scrivere una lettera al presidente del Senato, Casellati. È importante sapere quali sono i prossimi percorsi normativi che si intende seguire. Se il testo stralciato è ora un disegno di legge, è importante individuare una strada veloce per arrivare al traguardo».
Operatori di giustizia, avvocati e professionisti del territorio sono sconcertati da una decisione che non trova alcuna giustificazione, a cominciare dai costi. Il palazzo di giustizia di Chieti, che dovrebbe accorpare Vasto e Lanciano, costa allo Stato 780mila euro l'anno per il solo affitto, tanto quanto tutte le spese sostenute dai 4 tribunali da chiudere messi tutti insieme. «L'affitto del palazzo di giustizia di Vasto è zero», ricorda Melone. «Se fra un anno dovesse rimanere in vita solo Chieti, il tribunale dovrebbe accogliere 800 avvocati in più. Un esercito di 1.600 legali ai quali vanno aggiunti almeno 400 professionisti e centinaia di testimoni. Se già adesso quel tribunale scoppia come farà fra un anno?», rimarca l'avvocato Melone.
Un altro problema grosso sarà il caos che si creerà per la mancanza di parcheggi. «Con piazza San Giustino che diventa isola pedonale dove dovranno parcheggiare tutti coloro che devono andare in tribunale a Chieti? Per questi e molti altri motivi, a cominciare dalla necessità di proteggere l'Abruzzo dai continui tentativi di infiltrazioni malavitose, il tribunale di Vasto non può chiudere. Questa sarà una settimana di consultazioni e approfondimenti e subito dopo decideremo il da farsi», ripete l'avvocato Melone.
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