Tribunale, Libertà in azione: «Si salva solo unendoci a Vasto»

11 Dicembre 2016

LANCIANO. «La sola speranza per salvare il tribunale è quella di far fronte comune con Vasto, coinvolgendo il sindaco e l’intero consiglio comunale in una trattativa di buon senso. E senza scatti in...

LANCIANO. «La sola speranza per salvare il tribunale è quella di far fronte comune con Vasto, coinvolgendo il sindaco e l’intero consiglio comunale in una trattativa di buon senso. E senza scatti in avanti». Tonia Paolucci, capogruppo di opposizione della lista Libertà in Azione, stigmatizza la decisione del sindaco Mario Pupillo di far gestire la vicenda della chiusura del palazzo di giustizia frentano, prevista nel 2018, esclusivamente alla coalizione che lo sostiene e presentando soluzioni ormai superate.

«Apprendiamo con stupore che il sindaco ha delegato due consiglieri di maggioranza (le avvocatesse Paola Zulli, Progetto Lanciano, ed Elisabetta Merlino, Pd, ndc) a occuparsi della questione tribunale», dice la Paolucci, «eppure in campagna elettorale proprio dal tribunale ci era stato raccomandato di tenere il più possibile una posizione univoca, scevra da scontri politici. Ancora una volta, però, Pupillo ha dato dimostrazione di inaffidabilità, trasformando una questione così importante nell’ennesima occasione per fare demagogia. Inoltre il sindaco ha tirato fuori i soliti argomenti triti e ritriti, gli stessi che il ministro Orlando e il sottosegretario Chiavaroli hanno già bocciato come utili a riaprire un confronto sul riordino delle circoscrizioni giudiziarie. È chiaro che il suo è un tentativo maldestro di far credere al territorio che sta lavorando per salvare il nostro tribunale, che nel 2018 è condannato alla chiusura e all’accorpamento con Chieti». Per la Paolucci la strada da percorrere è quella dell’unione con Vasto, aprendo però un confronto serio visto che le trattative fatte in passato sono tutte naufragate. «Pupillo deve evitare pure scatti in avanti», chiude la capogruppo, «come quello della sede a Palazzo degli Studi, perché se continua così siamo sicuri che non ci sarà bisogno di individuare nessuna sede, visto che il tribunale non esisterà più». (t.d.r.)

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