Tribunale, nuovo no alla chiusura «Ma evitiamo divisioni politiche»

25 Aprile 2021

Avvocati, sindaci e parlamentari chiedono la permanenza in vita del palazzo di giustizia e più personale Le Camere penali: la Procura baluardo anti-criminalità. L’Ordine: i parlamentari assedino il ministero 

VASTO. “Tribunale aperto”. Lo striscione giallo è stato sistemato ieri davanti al palazzo di giustizia dagli avvocati dell'Ordine forense e dai colleghi delle Camere penali. E su quel piazzale si sono riuniti i sindaci del Vastese. Accanto agli avvocati, il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo, e il procuratore capo, Giampiero Di Florio. L'appello delle toghe è stato raccolto anche dai rappresentanti della Regione e dai parlamentari Luciano D'Alfonso e Carmela Grippa. Tutti uniti per dire “no” alla chiusura del tribunale.
Ancora una volta è stata sottolineata l’importanza e la necessità di preservare il tribunale e la Procura, evidenziando che tali presidi di legalità risultano imprescindibili per il territorio. L’incontro ha avuto lo scopo di confrontarsi sui percorsi da intraprendere a salvaguardia delle attività del palazzo di giustizia e chiedere ai rappresentanti politici di adoperarsi in tale direzione. «La politica deve decidere», ha detto il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo ricordando che vicende come l'operazione Evelin raccontano il pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo stesso concetto è stato ribadito dal vicepresidente delle Camere penali, Fiorenzo Cieri: «Ho più volte ricordato l’importanza della salvaguardia e del mantenimento del tribunale e della Procura a Vasto quali presidi fondamentali di legalità per la comunità vastese e non solo. Vasto, insieme a San Salvo, è una città di confine e una città cerniera tra regioni. Da Pescara a Foggia, l’unica Procura presente è quella di Vasto. È impensabile che da Foggia a Chieti, per 250 chilometri, non ci sia una Procura. Vasto rappresenta un baluardo contro la criminalità».
Ha parlato d’impoverimento sociale e culturale il presidente del Consiglio dell’ordine, l'avvocato Vittorio Melone: «Chiediamo ai nostri parlamentari di assediare il ministero della Giustizia». Ha invocato un tribunale non solo aperto ma «efficiente» il senatore Luciano D’Alfonso (Pd). «L'impegno politico deve essere unanime e concreto senza lavate di faccia. La prossimità è un valore da tenere presente in tutti i servizi». Della sua interlocuzione con la ministra Marta Cartabia, ha spiegato che quest'ultima vuole elementi concreti. «Facciamo in modo che l'Abruzzo porti una posizione univoca», ha sollecitato D’Alfonso. Il deputato del M5S, Carmela Grippa, ha ricordato l'impegno del movimento e dell’intergruppo parlamentare. «L'unico modo per scongiurare la chiusura è evitare divisioni politiche. La decisione è politica. Dal 2012 ad oggi, a parte le proroghe, nulla è stato fatto dai rappresentanti politici che si sono succeduti. Noi eravamo riusciti ad ottenere anche il personale amministrativo. È necessario riaprire le piante organiche». La cronica carenza di impiegati è stata rimarcata anche dal procuratore Di Florio.
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