Tribunale, ripartono le udienze ma c’è carenza di personale

8 Settembre 2020

LANCIANO. Riparte l’attività del tribunale dopo le ferie estive tra il rispetto e le limitazioni delle norme anti-Covid, la carenza cronica di personale che investe anche la Procura e la tegola del...

LANCIANO. Riparte l’attività del tribunale dopo le ferie estive tra il rispetto e le limitazioni delle norme anti-Covid, la carenza cronica di personale che investe anche la Procura e la tegola del trasferimento del giudice Andrea Belli, appena ci sarà il via libera del Csm che rischia di bloccare l’itera attività del settore penale, visto che è il magistrato che gestisce la maggior parte dei fascicoli che approdano al monocratico. Uno spiraglio è l’arrivo di tre amministrativi, per la fine del mese, che però non colma affatto i buchi creati dai pensionamenti degli ultimi 2 anni. «Si riparte tra attese e incertezze dovute alla carenza di personale», dice la presente dell’ordine degli avvocati Silvana Vassalli, «e alle norme anti Covid. Sul fronte del personale ci sono stati altri due pensionamenti che acuiscono i problemi. La Procura ha dovuto chiamare i tirocinanti e si appoggia sempre sui volontari dell’associazione nazionale della polizia di stato Domenico Gallucci di Chieti, perché dei 15 dipendenti di cui ha bisogno ne ha meno della metà. Per il tribunale c’è ora il problema del trasferimento del giudice Belli. La sua domanda è stata accolta e si attende la delibera del Csm per la conferma. Dovrebbe arrivare per fine anno e ci sarà il rischio del blocco del penale». Questo perché altri giudici, come Giovanni Nappi e Massimo Canosa sarebbero incompatibili con molti dei procedimenti che hanno seguito in fase di indagini e Maria Rosaria Boncompagni è impegnata sul civile. Una grana per il presidente del tribunale Riccardo Audino. «Il 28 settembre arriveranno tre assistenti amministrativi», riprende Vassalli, «ma non bastano a colmare le carenze che ci sono pure dal giudice di pace. Poi dovremo fare i conti con le norme anti Covid che spingono avvocati e clienti a restare fuori dal tribunale e d’inverno non è il massimo e con la pandemia che già ha rallentato le udienze». E non ci sono novità sul fronte della chiusura del presidio nel 2022. «Si resta in attesa», chiude la presidente che ha portato avanti il lavoro della commissione tecnica regionale che ha prodotto il dossier allo studio del Ministero per la salvaguardia dei tribunali minori.