Tribunale senza personale Le udienze sono a rischio

21 Febbraio 2019

L’allarme del presidente: difficile garantire l’attività, su 31 posti 13 sono scoperti  Gli avvocati in sciopero per protesta, Melone: disattese le promesse fatte

VASTO . La posa della prima pietra nel 1976 e, poi, la successiva inaugurazione alla presenza delle massime autorità dello Stato con Remo Gaspari e Anna Nenna D’Antonio. La mannaia che da qualche anno sta togliendo alla città enti e servizi ora colpisce anche il tribunale. A dispetto delle tante promesse, i fatti raccontano una fine già decisa. «Il tribunale di Vasto non chiuderà», aveva detto il vice premier Luigi Di Maio, nel corso della sua visita in città alla vigilia delle elezioni regionali. Una promessa che è stata di fatto smentita il 18 febbraio dalle decisioni assunte del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, anche lui esponente dei 5 Stelle. Il tribunale, la cui apertura è stata prorogata al 2021, di fatto molto presto non sarà più in grado di operare per mancanza di personale. La conferma arriva dalla pubblicazione del provvedimento del direttore generale del personale e della formazione del ministero della Giustizia il 18 febbraio: l’elenco delle destinazioni degli assistenti giudiziari e del personale prevede l’invio di rinforzi a Chieti, quale tribunale accorpante dei presidi di Vasto e Lanciano. In vista dell’accorpamento al tribunale di Chieti, qualche mese fa, erano stati inviati 11 amministrativi a Chieti. Ora ne saranno inviati altri 2, sempre a Chieti. Ma nessuno di loro è disposto a venire a Vasto. Le condizioni in cui opera il tribunale di Vasto sono raccontate dai numeri. «In quattro anni il personale si è ridotto drasticamente e ora l’organico è sotto del 42%», denuncia il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo. «Su 31 posti, 13 sono scoperti. Nel corso dell’anno andranno via altri due cancellieri. Abbiamo solo 3 assistenti anziché 11. Per garantire le udienze sono costretto a ricorrere agli applicati che arrivano dagli uffici del giudice di pace o dalla Corte d’appello. Ma come rimarcato dallo stesso presidente Ida Fabrizia Francabandera, anche la Corte aquilana comincia a essere in difficoltà. C’è un solo autista al posto di due e presto andrà in pensione anche lui. Il palazzo di giustizia è sempre più vuoto. Chi è al lavoro lo fa con grande sacrificio, oltre che tensione, ansia e disagio», denuncia Giangiacomo.
«A dispetto delle promesse Vasto è stata esclusa», afferma senza riuscire a nascondere la propria amarezza il presidente dell’ordine degli avvocati, Vittorio Melone. L’ordine ha deciso di proclamare una giornata di sciopero che si terrà a marzo. In quella occasione è prevista una assemblea alla presenza di magistrati e rappresentanti sindacali. «L’auspicio è che siano presenti anche le istituzioni», dice Melone.
A confermare il disagio del tribunale è un funzionario, il dottor Calvarese. Gli uffici che devono occuparsi del disbrigo di tante pratiche e dei contatti con avvocati, utenti, forze dell’ordine, associazioni e istituzioni sta andando in tilt. «Il quadro della situazione è drammatico», dice il funzionario. L’atto normativo approvato a dicembre dice che il tribunale di Vasto è ancora in vita, la sospensione delle assunzioni del personale amministrativo racconta il contrario.
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