Tribunale, tutti in cerca di una soluzione

19 Marzo 2019

Assemblea nell’aula magna. Ma il presidente dell’0rdine degli avvocati ammonisce: meglio non manifestare a Roma

VASTO. Tribunale di Vasto. È iniziata ieri la settimana decisiva per salvare il presidio. La sensazione, entrando ieri mattina nell’aula magna del palazzo di giustizia, è stata quella di trovarsi al capezzale di un malato terminale. Le cure suggerite sono diverse, tutte buone, ma non c’è più tempo per sperimentarle. È tempo di agire. «Non mi interessa chi ha portato a questa situazione», ha ammonito ieri il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo, «chiedo che ora si trovi una soluzione». Per il presidente del Consiglio dell’ordine forense, l’avvocato Vittorio Melone, la protesta del 21 marzo, con il sit-in a Roma e il flash mob a Vasto, è inopportuna perché arriva nel momento in cui il ministero ha dimostrato attenzione. Per il procuratore Giampiero Di Florio, l’attività giudiziaria è in agonia a causa della mancanza di personale ma la protesta romana potrebbe essere un boomerang. Ma il governatore della Regione, Marco Marsilio, 28 sindaci del Vastese e molti politici del territorio, hanno deciso di portare avanti la lotta iniziata dall’avvocato Angela Pennetta. «È un promemoria, per dire che esistiamo e che senza questo tribunale rischiamo di soffocare sotto gli attacchi della malavita», spiega la Pennetta. Opinioni e pareri sono stati scambiati ieri mattina da magistrati, esponenti politici, avvocati, operatori di giustizia. Al tavolo dei relatori, organizzato dal presidente degli avvocati Melone si sono seduti anche il deputato del M5S Carmela Grippa, il sostituto procuratore di Chieti, Giuseppe Falasca, e il vicepresidente vicario del consiglio regionale, Roberto Santangelo.
IL DEPUTATO GRIPPA. «La soppressione dei tribunali cosiddetti minori non lo ha deciso l’attuale governo», ha rimarcato Grippa. «Insieme al senatore Gianluca Castaldi abbiamo affrontato la questione con il ministro Alfonso Bonafede. Venti giorni fa ho incontrato il sottosegretario Iacopo Morrone e ho scoperto che conosceva solo la vicenda di Sulmona ma ignorava l’importanza del tribunale di Vasto. Da parte sua ho ricevuto la massima disponibilità ad affrontare la questione».
IL PRESIDENTE MELONE. La disponibilità del sottosegretario Morrone è stata rimarcata anche dal presidente del Consiglio dell'ordine. «Ritengo», ha detto Melone, «il sit-in a Roma un atto politico inopportuno. Non è corretto manifestare contro chi si è reso disponibile a risolvere sia il problema degli organici amministrativi e sia la sopravvivenza del tribunale. Un avvocato poi non può comportarsi come un semplice cittadino. L’assemblea odierna è una pietra miliare del lavoro svolto. Non è un caso se la chiusura del tribunale è stata prorogata al 2021. Vuol dire che qualcosa è stato fatto senza sit-in».
I COMMENTI. Il sostituto procuratore di Chieti, Giuseppe Falasca, intervenuto in veste di presidente di sezione dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha espresso solidarietà ai colleghi vastesi costretti a lavorare senza personale. «Non è pensabile andare avanti così», ha detto Falasca. «Ogni giorno è un’agonia. Lavoriamo in condizioni drammatiche», ha denunciato il procuratore Giampiero Di Florio. La proroga al 2021 con un palazzo di giustizia senza personale ha per molti il sapore della beffa. «Andremo a Roma. Il tribunale di Vasto non va soppresso e il personale adeguato», ha detto il sindaco di Vasto, Francesco Menna. Con lui anche il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. «È un momento importantissimo per questo tribunale. Dobbiamo essere uniti», ha sollecitato l’avvocato Pierpaolo Andreoni. «La politica deve recuperare il tempo perduto», ha suggerito il consigliere comunale Davide D’Alessandro (lista Vasto 2916), «lo deve fare con intelligenza. Chi ha ruoli per favorire le decisioni non si limiti ai sit-in che sono importanti, ma non sufficienti».
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