Trigano Van, 30 operai a casa: il caso ora arriva in parlamento

Il senatore D’Alfonso presenta l’interpellanza sull’azienda bloccata a causa della crisi della Sevel E Paolucci attacca: «La Regione resta in silenzio sui 120 contratti che scadranno già a fine mese»
PAGLIETA. Sfocerà in una interpellanza Pd in Regione e in una interrogazione parlamentare a firma del senatore Pd, Luciano D’Alfonso, la drammatica situazione della Trigano Van, azienda leader nella costruzione di van, camper e roulotte su base Ducato che, tuttavia, nonostante i fortissimi ordinativi, è costretta a lasciare a casa 30 dipendenti a fine giugno a seguito delle difficoltà di Sevel a reperire i materiali per la costruzione dei furgoni commerciali leggeri.
Alla fine di febbraio altri 130 contratti di lavoratori a tempo determinato non erano stati rinnovati. E una voce critica nei confronti della Regione Abruzzo si leva dal consigliere regionale Silvio Paolucci e dal segretario provinciale del Pd, Leo Marongiu: «Tutto tace dalla Regione sulle scadenze contrattuali di fine giugno alla Trigano: sono ben 120 i contratti al capolinea, e circa 30 quelli che l’azienda non rinnoverà di sicuro», interviene il capogruppo in Regione. «Eppure avevamo chiesto di attivare alternative alla perdita del lavoro, di mettere in campo strategie per evitare sofferenze alle aziende, come quella di Paglieta, che ha penuria di commesse, ma un elevato livello produttivo, simbolo di un paradosso in cui, senza iniziative verranno a trovarsi tante aziende abruzzese, specie nell’automotive».
«Non è pensabile che la Regione resti ancora inerte», dichiara Paolucci, «e, soprattutto, non attivi delle strategie capaci di rispondere alle esigenze del territorio. Servono interventi a sostegno della produttività e del lavoro, perché ci troviamo di fronte ad aziende che non vivono vere e proprie crisi, la produzione del Van in Provincia di Chieti occupa circa 600 persone fra dirette e indotto ed è in crescita, ma nonostante la richiesta e gli ordinativi, sono a rischio numerosi posti di lavoro».
«In queste condizioni non c’è crescita si va solo a perdere produttività e lavoratori», aggiunge il segretario provinciale Pd, Marongiu, «vanno sentiti i sindacati, che suggeriscono una via per coinvolgere le istituzioni e portarle sul campo, sia attraverso il tavolo dedicato al dicastero per lo Sviluppo, sia l’attivazione di azioni a livello regionale. C’è urgente bisogno di risposte. Indispensabile usare tutti gli strumenti per attivare ammortizzatori sociali a tutela della forza lavoro, ma anche di un piano, condiviso con il settore, perché l’Abruzzo non viva lo svantaggio di trovarsi indietro, rispetto alle altre regioni. Perché oggi è questo ciò che sta accadendo».
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