Troppi migranti a Torino di Sangro Trasferiti i 52 ospiti del camping

5 Agosto 2018

La prefettura ha disposto il ricollocamento di 8 profughi in paese e 44 in altri centri della provincia Accolta la richiesta del sindaco Di Fonso: «Ora la struttura tornerà alla sua vocazione turistica»

TORINO DI SANGRO . Il Camping Sangro torna ad essere una struttura turistica. Da qualche giorno i 52 migranti ospiti del campeggio sono stati trasferiti: 8 di loro sono stati ricollocati in un altro centro di accoglienza di Torino di Sangro, 44 in altri centri della provincia di Chieti. Il trasferimento dei profughi – disposto dal prefetto Antonio Corona – è avvenuto nella massima discrezione. Le operazioni sono state curate dal maresciallo dei carabinieri Michele Cefaratti. Soddisfatto il sindaco Nino Di Fonso che, quando era consigliere di opposizione, ha sempre messo l’accento sul notevole numero di extra-comunitari presenti nel piccolo comune costiero e sulle problematiche connesse a questa «esuberante presenza».
«In campagna elettorale avevamo promesso maggiore attenzione al problema dei migranti e ci siamo impegnati con i cittadini a fare di tutto per restituire il Camping Sangro, trasformato in un campo profughi, alla sua vocazione turistica», commenta il primo cittadino, «oggi è stato fatto un primo passo molto importante: i 52 ospiti della struttura sono stati trasferiti, 8 ricollocati a Torino di Sangro e 44 altrove. Desidero ringraziare il prefetto di Chieti, Antonio Corona, per aver raccolto la mia istanza e dato tale disposizione, che gli rende onore, e il maresciallo Cefaratti per aver curato che le operazioni avvenissero in assoluta tranquillità. Il nostro non è, come più volte asserito, un gesto di scarsa solidarietà verso chi ha bisogno», si affretta a chiarire Di Fonso, «la nostra comunità non poteva continuare ad avere un numero così elevato di migranti, peraltro in una struttura che deve dare immagine e profitto alla collettività, quale è il Camping Sangro. In meno di 100 giorni stiamo facendo di più di quello che altri hanno fatto in 5 anni», chiosa il capo della giunta che quando era all’opposizione ha sempre contestato la diversa visione che la ex sindaca Silvana Priori aveva sulla problematica relativa ai migranti.
Il Camping Sangro è una struttura di proprietà comunale trasformata negli anni scorsi in centro di prima accoglienza (Cas). Per favorire l’integrazione dei migranti (nella maggior parte nordafricani), venne siglato un protocollo d’intesa fra prefettura, Comune e società che si occupava della gestione del centro, dando il via a un progetto per la pulizia e la rimozione dei rifiuti dal litorale.
Accanto ad attività inclusive come questa, non sono mancate però problematiche. Tutti ricordano la protesta di un gruppo di immigrati ospiti del camping che, nel giugno 2016, bloccò la Statale 16 nei pressi del ponte sul fiume Sangro. Alla base del gesto -che creò problemi al traffico- ci sarebbe stato un non gradimento dei pasti serviti nella struttura che li ospitava.
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