Trovata l’acqua in aiuto dell’Avello

Guardiagrele, spedizione sulla Maiella riscopre la sorgente della Mucchia
GUARDIAGRELE. Nuova acqua potabile per il sempre assetato comprensorio dell’Avello. C’è e basta cercarla. L’altro ieri, una spedizione mista della Sasi spa e il Comitato civico guardiese capitanata da Fabrizio Talone, ingegnere Sasi responsabile per il sistema che oggi serve soltanto sei Comuni fra cui le popolose Guardiagrele e Orsogna, si è inoltrata fino circa 2.000 metri di quota alla ricerca delle sorgenti della Mucchia. Si tratta di captazioni di acqua divenute nei decenni una specie di leggenda del vecchio acquedotto dell’Avello costruito nel 1913 trasportando materiali e attrezzi a dorso di mulo fin nel cuore della Maiella. Nessuno dei nove componenti della spedizione avrebbe giurato, alla partenza dal Blockhaus, se nel “bottino” vecchio di un secolo avrebbero trovato l’acqua. «Un liquido cristallino di prima qualità», lo descrive Giovanni Scioli, ingegnere tra i componenti del Comitato, che con l’ex consigliere comunale Nello Iacovella ha proposto alla Sasi di esplorare le valli ai piedi delle Murelle (Sella Acquaviva e Valle dell’Inferno) alla volta della confluenza di sorgenti che durante il Novecento coprivano la gran parte del fabbisogno delle comunità a valle.
«Acqua limpida», prosegue Scioli, «che nonostante l’assenza di manutenzione del bottino fin dal 1998 non rilascia depositi calcarei. E lo stesso bottino del ’13 è una meraviglia di ingegneria edile e idraulica: il cemento e gli altri materiali sono ancora integri».
La spedizione, composta per il Comitato anche da Antonio Taraborrelli e il maresciallo in congedo della Forestale, Fernando Del Vecchio, ha rischiato nel pomeriggio di rimanere bloccata per un temporale che si stava per abbattere sulla zona.
Le stime sulla portata della Mucchia variano da 5 a 12 litri al secondo, aumentabili con nuove opere. Ma oggi sembra che tutta l’acqua venga dispersa nel terreno a causa dell’interruzione in più punti della conduttura che converge verso Linaro, l’installazione di raccolta. «Ritorneremo», annuncia il presidente della Sasi, Domenico Scutti, «per ispezionare la condotta fino a valle. E capiremo dove e come intervenire. Lo faremo con le nostre risorse finanziarie, per rimediare alle crisi idriche estive che da anni piegano il comprensorio».
Francesco Blasi
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