Truffa alla Asl, in 7 a giudizio per riciclaggio

12 Gennaio 2024

Raggiro da 700mila euro in collaborazione con un dipendente aziendale deceduto. Processo il 2 aprile

VASTO. Riciclaggio: è l'accusa da cui dovranno difendersi il prossimo 2 aprile nell'aula del tribunale di Vasto sette indagati accusati di avere collaborato con un dipendente Asl deceduto nel 2021, per sottrarre somme di denaro dirottate illegalmente dalle spese di rimborso sanitario dei nefropatici. L'ammontare della truffa si aggira sui 700mila euro. Ieri mattina il gip Anna Rosa Capuozzo, ha deciso il loro rinvio a giudizio al termine dell'udienza preliminare. Il rinvio a giudizio era stato chiesto dal pm Vincenzo Quirico. Fra tre mesi compariranno in aula M.T., 64 anni, di Casalbordino; A.F., 63, di Vasto; G.R., 58, di Vasto; G.C., 50, di Vasto; M.M., 71, di Vasto; U.P., 64, di Vasto, e U.R., 63, di Vasto. I difensori, gli avvocati Fiorenzo e Anna Cieri, Vittorio Melone, Alessio Mucci, Domenico Manzi e Anna Ulisse, hanno provato a dimostrare l'insussistenza dell'accusa. Dopo essersi ritirata poco prima di mezzogiorno, il gip ha emesso la sentenza due ore dopo.
Stando alle accuse mosse dalla Procura i sette indagati «in tempi diversi e con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso, agendo in concorso e preventivo accordo tra loro e con un dipendente Asl, G.D., 60 anni di Vasto, coadiutore amministrativo presso il Nucleo operativo distrettuale della Asl, nonché estensore e istruttore delle determine dirigenziali di spesa e atti connessi relativi ai rimborsi per spese sanitarie dei nefropatici e per cure sanitarie all'estero, ricevevano senza averne diritto somme di denaro dirottate indebitamente dalle finalità di rimborso per spese sanitarie mettendo a disposizione i conti correnti a loro intestati e prelevando a distanza di pochissimo tempo le somme in contanti». Se fosse stato ancora vivo G.D., autore dei bonifici, avrebbe dovuto rispondere di peculato e truffa ai danni dello Stato. I sette indagati, pur non avendo concorso nei reato di peculato e truffa, avrebbero comunque ricevuto somme importanti di denaro senza averne diritto. I soldi incassati come spese sanitarie, finivano su loro conti correnti. A distanza di pochissimo tempo venivano prelevate. G.D. con vari raggiri riusciva a ostacolare l'identificazione della provenienza del denaro. L'escamotage sarebbe durato diversi anni. A tradire G.D. è stata una somma di denaro trasferita con un codice Iban errato e tornata indietro. Un passaggio che non è sfuggito alla dirigente Asl dell'epoca.
Sono subito scattati i controlli che hanno portato a scoprire l'ingegnoso meccanismo. In base alle annotazioni della polizia giudiziaria, supportate da diverse testimonianze, il sostituto procuratore Chirico ha chiesto il rinvio a giudizio dei sette. Decisione confermata ieri dal gip Capuozzo. La Asl è intenzionata a costituirsi parte civile. (p.c.)
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