Truffa alle assicurazioni, in 48 a giudizio

10 Novembre 2016

Dichiaravano falsa residenza nei borghi del Chietino per pagare di meno le polizze auto. Uno patteggia 8 mesi di reclusione

LANCIANO. Truffa alle assicurazioni: 48 rinvii a giudizio e un patteggiamento. È arrivato di fronte al gup Marina Valente la maxi inchiesta per truffa in concorso a tre compagnie assicurative e allo Stato, che coinvolge 49 persone, quasi tutte campane. Il processo verte, infatti, sulla truffa che alcuni campani avrebbero messo su spostando la propria residenza, falsamente, nella provincia di Chieti per pagare meno la polizza assicurativa dell’auto. Sono tre le compagnie truffate: Unipol, Carige Assicurazioni e Milano Assicurazioni. La Unipol e la Milano Assicurazioni si sono anche costituite parte civile, chiedendo un risarcimento danni pari alla differenza del premio assicurativo che si doveva pagare più gli interessi. Ad esempio se una persona aveva pagato 500 euro anzichè 1.500 come le spettava, deve rimborsare la Unipol o la Milano di 1.000 euro più gli interessi, per gli anni in cui avrebbe truffato la compagnia.

Di 49 imputati solo uno ha scelto di patteggiare: Salvatore Falzarano, 34 anni, di Napoli. Per lui otto mesi di reclusione e 206 euro di multa, pena sospesa. Andranno, invece, a processo il prossimo 4 luglio: Luigi D’Alò, 39 anni, di Atessa, Lucio Travaglini, 47, di Atessa, Monia Di Nucci, 42 anni, di Lanciano, Massimo Camera 52, Luca Pisani, 44, Guglielmo De Simone, 40 anni, Raimondo Mirto, 37, Angelina Carotenuto, 61 anni, Francesco Nani, 54, Antonio Peluso, 29, Rita Monti, 55 anni, Marco Raucci, 55, Sandra Romano, 50, Feliciano Rusiello, 47 anni, Vincenzo Paparone, 53, Giorgio Raia, 38, Gennaro Migliaccio, 58, Armando Diego Esposito, 32 anni, Giuseppe Nola, 49, Giuseppe Saporito, 34, Anna D’Inverno, 52 anni, Vincenzo Palermo, 38, Salvatore Esposito, 65, Pasquale Casalino 44, tutti di Napoli; Salvatore Buoincontro, 45 anni, Francesco Casalino, 47, Raffaele Capone, 41, Girolamo Terracciano, 62, Luigi Gaetano Schiavone, 65 anni, Cuono Buonincontro, 55, Giuseppe Di Genova, 36, Carmela Montana, 56, Antonietta Carofaro, 49 anni, Silvio Maisto, 34, Giuseppe Picardi, 55, Vincenzo Sorrentino, 53, Salvatore Di Fiore, 48, Gennaro Sepe, 35, Raffaele Terracciano, 29, Teresa Selvaggio, 50, Giovanni Antignano, 50, e Gaetano Sammarco, 49 anni, tutti di Acerra; Anna Caiazza, 39, di Arzano, Martino Nastrino, 37, di Maddalone, Aniello Iadicicco, 51, di Caivano, Idolo Caradonna, 44 (Germania), Domenico Di Fiore, 64, di Cercola, Francesco Pietro Irollo, 42, di Milano, e Antonio Petraglia, 30 anni, di Torre del Greco. L’inchiesta è nata a metà 2013 dopo l’esposto di due compagnie assicurative che avevano notato un numero eccessivo di campani residenti in diversi comuni del Chietino, i quali avevano stipulato polizze Rca auto. Il sospetto era che i certificati di residenza fossero falsi. Ad occuparsi dell’inchiesta la polizia stradale. Un anno e mezzo di rilievi tecnici, perquisizioni in Campania, in sub-agenzie e case private, e nelle compagnie assicurative di Lanciano e Atessa. Poi è stato chiuso il cerchio: anni di truffe allo stato e alle compagnie assicurative da parte di persone con false residenze a Lanciano, Atessa, Villa Santa Maria, Bomba, Pizzoferrato e Perano fatte per risparmiare sulla polizza auto.

Nel Chietino pagavano la metà o un terzo del premio che avrebbero sborsato a Napoli. Questo perché le tariffe variano in base all’indice di rischio, molto più alto a Napoli, dove quindi sono più costose. Ad esempio, una polizza pagata 253 euro sarebbe costata a Napoli 637, una da 500 a Napoli sarebbe arrivata a 1.500.

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