Truffa del Rolex, nei guai anche un medico

Galasso condannato a due anni e 3 mesi per un certificato falso, 7 anni a un francavillese per la rapina a un venditore di orologi
CHIETI. Aveva finto di voler acquistare un Rolex d’oro da un venditore specializzato molisano, ma in realtà era tutta una truffa. Almeno a giudizio del tribunale di Chieti che ha condannato ieri a sette anni il francavillese di 58 anni Paolo Luciani. L’uomo era stato accusato di rapina in concorso con la 63enne pescarese Maria Teresa Marrone, la cui posizione però è stata stralciata per un problema di notifiche giudiziarie, e per lei, dunque si dovrà ripetere il processo da capo. Condannato anche il medico di base Bruno Galasso, che si era ritrovato implicato nella vicenda a causa della retrodatazione di un certificato medico per Luciani, suo storico paziente. Galasso è stato condannato per falso a 2 anni e 3 mesi, più interdizione dalla professione. Questo non significa, però, che i suoi pazienti dovranno cercarsi un altro medico, perché il suo avvocato Marco Di Giulio ha detto di voler proporre subito appello nei confronti della sentenza firmata dai giudici Geremia Spiniello, Andrea Di Berardino e Valentina Ribaudo. Luciani, assistito dall’avvocato Concetta Di Luzio, dovrà pagare anche una multa di 3.000 euro. Il pm Lucia Campo aveva chiesto 7 anni per Luciani e 1 anno e 6 mesi per Galasso, che con la rapina non c’entrava nulla.
Il fatto risale al 10 settembre 2014 quando il commerciante di Termoli, assistito dall’avvocato Pierluigi Pennetta, si presentò a casa di Luciani, a Francavilla, con il rolex da 6mila euro in mano (modello President). Ad aspettarlo c’erano Luciani e la Marrone, che assisteva Luciani avendo questi problemi di salute. La donna a un certo punto ha preso l’orologio chiedendo di vederlo in una zona meglio illuminata. Così si è allontanata ed è fuggita dalla casa. Il commerciante l’ha inseguita, ma lei gli ha spruzza dello spray urticante negli occhi. A quel punto lui ha chiamato i carabinieri denunciando il furto. Questi sono arrivati subito e hanno arrestato la donna, che non aveva più con sé l’orologio. Nel corso dell’interrogatorio, però, la versione si è ribaltata: la donna ha detto che ad essere derubati erano stati lei e Luciani, che a sua volta confermava tutto. Parte la contro-denuncia per cui sarebbe stato il venditore ad aver preso a Luciani il Rolex e altri 4.000 euro. Luciani sarebbe stato anche schiaffeggiato e preso di peso dall'uomo per farsi consegnare i soldi e, a testimonianza di questa tesi, c’è il certificato del medico curante Galasso che attestava «falsamente», dice la procura, «di aver visitato Luciani in data 10/9/2014 e di avergli riscontrato un trauma contusivo». Ma dalle indagini dei carabinieri la tesi di Luciani e della Marrone si rivela falsa, anche perché il Rolex sparito viene ritrovato nella cassetta delle lettere di Luciani. I carabinieri trovano anche due messaggi telefonici della Marrone che diceva a Luciani di andare a prendere il contenuto della cassetta. (a.i.)

