Truffa della biancheria, spariscono 85mila euro

Firme e contratti falsi: le clienti imbrogliate da una venditrice porta a porta I carabinieri denunciano la donna: minacciava chi era in ritardo con i pagamenti
CHIETI. Nel ricco campionario degli imbrogli scoperti dai carabinieri, ce n’è uno che si sta diffondendo a macchia d’olio: quello delle venditrici porta a porta che, con una serie di raggiri, rifilano alle vittime lenzuola, federe, tovaglie e tovaglioli. Le ultime a finire nel mirino sono state tre donne di 67, 56 e 32 anni che vivono alle porte di Chieti: i militari della stazione di Bucchianico hanno identificato e denunciato una 59enne, residente nel Frusinate, che le ha truffate e minacciate vendendo biancheria per un totale di 85mila euro. Una signora piacente, educata, capace di entrare subito in empatia con gli interlocutori: così viene descritta l’indagata, già in precedenza finita nei guai per vicende analoghe. I carabinieri hanno ricostruito nel dettaglio la tecnica adottata dalla truffatrice per raggiungere il suo scopo.
La 59enne si presenta direttamente a casa delle clienti, anche all’improvviso, magari con la scusa di prendere un caffè: ascolta i loro problemi e dà accorati consigli per superare difficoltà familiari. Ma è solo una strategia per carpire la fiducia delle malcapitate, alle quali propone poi l’acquisto della merce. Il primo passo del raggiro è indurre le vittime a firmare contratti su contratti che contengono informazioni poco chiare. Almeno all’inizio, le clienti non si rendono neppure conto del valore dei capi di biancheria prenotati: la venditrice promette sconti eccezionali e pagamenti rateizzati che si aggirano sui 100 euro al mese, dunque in linea con le possibilità economiche delle acquirenti. «Se avete qualunque difficoltà», le rassicura, «basta una telefonata: risolviamo il problema immediatamente». A un certo punto, però, la donna comincia a utilizzare firme false e integra in modo arbitrario gli ordini. Il risultato è che le vittime si trovano a sostenere spese che, all’improvviso, schizzano alle stelle superando i mille euro mensili. E anche in questo caso la truffatrice offre una soluzione, solo apparentemente vantaggiosa: prestiti temporanei da restituire su una carta di credito privata intestata a un’altra persona. In realtà, quel conto è riconducibile a una delle amministratrici della società di vendita porta a porta per la quale l’indagata lavora. In un caso, una cliente in ritardo con i pagamenti viene persino intimidita: la 59enne piomba nella sua abitazione all’improvviso e, in modo brusco, cerca di riprendersi la merce. Quando le vittime capiscono di essere state imbrogliate, è troppo tardi per recuperare il denaro: una ha già subito un danno da 50mila euro, l’altra ha sborsato 20mila euro mentre la terza ha visto andare in fumo 15mila euro.
Ma adesso la venditrice rischia di finire sotto processo, con le accuse di truffa e minacce, e di dover risarcire le clienti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

