Truffa delle chiavette per caffè e bevande Primi interrogatori

11 Dicembre 2014

ATESSA. Si sono svolti ieri gli interrogatori delle sette persone finite in carcere a Larino (altri otto sono ai domiciliari) per la truffa delle chiavette clonate in quattro stabilimenti Fiat del...

ATESSA. Si sono svolti ieri gli interrogatori delle sette persone finite in carcere a Larino (altri otto sono ai domiciliari) per la truffa delle chiavette clonate in quattro stabilimenti Fiat del centro-sud Italia, tra cui anche la Sevel di Atessa. Si è avvalso della facoltà di non rispondere il cinquantaduenne dipendente della Fiat di Termoli considerato la mente della mega truffa dei distributori automatici di snack e bevande, il cui giro d’affari è arrivato oltre 300 mila euro in meno di un anno. Assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Michele Liguori, ha preferito il silenzio nel corso dell’interrogatorio di garanzia, condotto dal gip del tribunale di Larino, Rinaldo D’Alonzo.

L’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Termoli nell’ambito di una inchiesta scattata a dicembre 2013 e durata un anno, nel corso della quale la Procura di Larino ha scoperto l’esistenza di un gruppo di 15 persone, tutti dipendenti diretti o di ditte esterne dello stabilimento automobilistico di Termoli che, attraverso un sistema collegato a un pc, clonavano le chiavette per l’utilizzo dei distributori di bibite e snack automatici all’interno di quattro impianti Fiat del centro sud Italia, tra Termoli, Pratola Serra (Avellino), Foggia e la Sevel di Atessa.

Oltre cento sono, invece, gli indagati, operai che utilizzavano le chiavette. Pagavano cinque euro all’organizzazione e si vedevano restituire chiavette clonate con un credito di 15 euro da consumare ai distributori automatici. Ai gestori delle macchinette, invece, non arrivava un euro, ma a loro carico c’erano i costi della continua rifornitura di bevande e snack all’interno delle fabbriche.

A carico degli arrestati è stata formulata l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, riciclaggio e alterazione strumenti di pagamento.

A conclusione degli interrogatori i legali di fiducia degli arrestati hanno presentato istanza di scarcerazione o, in subordine, i domiciliari. Il pm Ludovico Vaccaro si è riservato di esprimere il parere sulla remissione o meno in libertà, il gip deciderà nelle prossime ore. (s.so.)

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