Truffa sui fondi per l’agricoltura Denunciati due imprenditori

I militari del Nucleo di Villa Santa Maria scoprono il raggiro con finanziamenti Pac per 100mila euro Scatta la segnalazione alla Procura europea (Eppo) per presunti reati ai danni del bilancio dell’Ue
VILLA SANTA MARIA. Continua la campagna di controlli sugli illeciti percepimenti di fondi dell'Unione Europea erogati a sostegno del comparto agricolo: i militari del Nucleo carabinieri forestale di Villa Santa Maria hanno denunciato alla Procura Europea Eppo (European public prosecutor's office) due imprenditori agricoli, operanti in diverse aree del territorio abruzzese, per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
I due attestando falsamente la disponibilità di terreni di proprietà dello Stato, nonché il possesso di requisiti soggettivi e oggettivi previsti per la presentazione delle domande di aiuto, hanno indotto in errore le Agenzie per l’erogazione dei fondi in agricoltura, ottenendo così indebiti finanziamenti, previsti dalla Politica agricola comune (Pac), per complessivi 100mila euro e causando un grave danno al patrimonio pubblico.
«I controlli in questo settore, delicato e potenzialmente permeabile a frange della criminalità organizzata», si afferma in una nota della Regione carabinieri forestale “Abruzzo e Molise”, Gruppo di Chieti comandato dal tenente colonnello Tiziana Altea, «rientrano tra le attività istituzionali del comando carabinieri unità forestali e agroalimentari col duplice obiettivo di consentire, da un lato, un utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti nazionali e comunitari, arginando efficacemente la diffusione dell’illegalità e dall’altro di salvaguardare gli imprenditori ed i cittadini onesti».
I due denunciati si sarebbero resi responsabili dei reati di “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” (art. 483 Cp: “Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni”) e di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” (art. 640 bis Cp: “La pena è della reclusione da due a sette anni e si procede d'ufficio se il fatto riguarda contributi, sovvenzioni finanziamenti, mutui agevolati concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee”).
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