Truffano un’anziana per giocare al Bingo

I carabinieri denunciano una coppia per aver raggirato la vicina di casa: con i suoi soldi pagavano anche le contravvenzioni
BUCCHIANICO. Con i soldi dell’anziana vicina di casa giocavano al Bingo e pagavano le contravvenzioni. Nel giro di due mesi le hanno azzerato il conto in banca, portandole via qualcosa come 12mila euro. Una coppia – lui 47 anni e lei 43 – è stata denunciata dai carabinieri di Bucchianico per una sfilza di reati: circonvenzione d’incapace, appropriazione indebita, sostituzione di persona e indebito utilizzo di carta di credito.
Tutto comincia quando i truffatori prendono di mira una pensionata di 75 anni che abita a due passi dalla loro abitazione. La signora è la vittima perfetta: rimasta sola dopo la morte del marito, è senza figli o parenti e percepisce una bella pensione. Fatto sta che i due coniugi, sfruttando la necessità dell’anziana di avere compagnia, riescono a conquistare la sua fiducia in breve tempo, a tal punto che la donna presenta ai conoscenti la 43enne come la nipote. In apparenza moglie e marito si mostrano estremamente disponibili con la vicina, confidando le loro difficoltà economiche: «Siamo tutti e due disoccupati e con i figli da crescere: abbiamo un bisogno estremo di soldi perché così non sappiamo come andare avanti». I truffatori convincono la malcapitata ad aprire un conto in banca e a firmare almeno tre finanziamenti: ad accompagnarla è sempre quella che lei dice di essere la nipote, non destando così sospetti negli interlocutori. A questo punto, gli indagati si fanno consegnare soldi e carte di credito. Il denaro non lo utilizzano per andare a fare la spesa o prendersi cura dei figli, ma per giocare d’azzardo. Moglie e marito, infatti, sono clienti incalliti di una sala Bingo. Qui la 43enne usa una carta di credito dell’anziana per comprare le cartelle, mettendo anche firme false e spacciandosi per l’intestataria. I coniugi prelevano per qualsiasi necessità. Anche per pagare una salata contravvenzione, quando vengono fermati a Pescara mentre girano in macchina senza assicurazione. La vittima comincia a insospettirsi nel momento in cui riceve una serie di messaggi sul telefono, da parte di una delle finanziarie, che le comunicano alcuni prelievi di cui lei non sa nulla. Quando chiede conto ai vicini, loro le rispondono in modo evasivo: dicono che non riescono a ritrovare la carta di credito e che, comunque, non c’erano soldi sul conto. Solo allora la 75enne decide di presentarsi in caserma. E i carabinieri, nel giro di qualche mese, incastrano la coppia, inchiodata da riconoscimenti fotografici e testimonianze.

