Truffata di 50mila euro con la biancheria

Donna firma cambiali e prosciuga il conto in banca per pagare la merce. Denunciati venditrice porta a porta e responsabile di azienda
CHIETI. Ci mancava solo la truffa della biancheria. Al ricco campionario degli imbrogli scoperti dai carabinieri se ne aggiunge un altro: quello dei venditori porta a porta che, con una serie di raggiri, riescono a rifilare alle vittime lenzuola, federe, tovaglie e tovaglioli. Ne sa qualcosa una donna di 62 anni che vive in un piccolo centro alle porte di Chieti: alla fine ha sborsato quasi 50mila euro, firmando cambiali e prosciugando il suo conto in banca. Ma i carabinieri del maggiore Massimo Capobianco, comandante della compagnia di Chieti, hanno individuato e segnalato alla procura i responsabili del maxi inganno. Si tratta di due laziali: una venditrice porta a porta di 58 anni, denunciata per truffa aggravata dal rilevante danno patrimoniale, e l’amministratore unico (38) dell’azienda per cui la donna lavora, accusato invece di favoreggiamento personale.
Tutto è cominciato quando la 58enne ha conquistato la fiducia di una cliente per poi irretirla, sfruttando la sua buona fede e anche i suoi problemi, considerando che vive in casa con una figlia disabile. La venditrice ha indotto la 62enne a firmare una serie di contratti per forniture di biancheria che contenevano indicazioni sommarie e poco chiare. Ma non è finita qui, perché solo parte della merce acquistata per un totale di circa 49mila euro è stata materialmente consegnata alla vittima. Ad accorgersi dell’imbroglio è stato il figlio della donna, contattato dal direttore di banca, a sua volta preoccupato per la situazione finanziaria di una famiglia che mai aveva avuto difficoltà economiche. A quel punto è scattata la denuncia ai carabinieri che, nel giro di poco tempo, hanno ricostruito l’intera vicenda. Anche il responsabile della ditta di riferimento della venditrice è finito nei guai: contattato dai carabinieri, si è rifiutato di fornire qualunque indicazione e di rispondere alle domande, aiutando così la 58enne a eludere le indagini.
La truffa della biancheria, si diceva, è solo l’ultima trovata per ingannare i più deboli. Tra gli imbrogli più diffusi in tutta la provincia, come confermano le ultime denunce, c’è quello del falso incidente stradale. I malviventi si spacciano per appartenenti alle forze di polizia o avvocati di compagnie assicurative. Poi chiedono soldi contanti ai malcapitati - a volte parliamo anche di diverse migliaia di euro - per permettere il “rilascio” di un parente della vittima rimasto coinvolto in un fantomatico incidente e bloccato in caserma. Le forze dell’ordine, dunque, tornano a lanciare un appello: quando c’è il minimo sospetto di essere al centro di una truffa, è sempre meglio telefonare al 112 o al 113.
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