Truffe agli anziani, preso il finto nipote

15 Aprile 2024

L’ultima vittima è una 94enne di Sambuceto, derubata di soldi e oro: l’impostore è di Roma, scatta la perquisizione

CHIETI. «Ciao nonna, mi serve un aiuto economico perché la polizia postale mi sta bloccando il conto». Il trucco è sempre lo stesso: il finto nipote che, al telefono, simula di trovarsi nei guai e riesce a farsi consegnare somme cospicue dalla malcapitata di turno attraverso uno o più complici che si presentano davanti alla porta di casa. Tono di voce suadente, tra il supplichevole e il preoccupato, ed ecco che l'impostore inizia a fare presa sulla vittima, ignara del raggiro. È esattamente ciò che è accaduto a una pensionata di 94 anni, residente a San Giovanni Teatino, derubata di 2.700 euro in contanti e gioielli da quantificare. Ma stavolta il finto nipote è finito in trappola: si tratta di un cinquantunenne di Roma. A identificarlo e denunciarlo sono stati i carabinieri della stazione di Sambuceto. Ora l’uomo, che è stato anche perquisito su ordine della procura della Repubblica di Chieti, è indagato per truffa, in concorso con altre persone da individuare.
IL CONTESTO
A indignare sono la sfrontatezza e la cattiveria di questi gruppi criminali nel colpire persone fragili, in un’età in cui si dovrebbe ricevere solo premure e attenzioni. Sono i raggiri più odiosi, quelli che fanno più male. Non solo per i ricordi di una vita che vengono fatti sparire in un attimo, ma per le ferite che lasciano alle vittime vulnerabili, quelle che non sono più in grado di reagire. Anche nell’ultima circostanza l’imbroglio è stato portato a termine attraverso un modus operandi consolidato e, per i banditi, fortemente remunerativo. A volte più di una rapina in banca, al supermercato o alle Poste.
LA RICOSTRUZIONE
Tutto comincia quando l’anziana riceve una prima chiamata sull’utenza fissa da parte di un uomo che si spaccia per il nipote: dice alla pensionata che gli occorre un prestito per evitare che la polizia postale blocchi il conto corrente, poi riesce a carpire anche il numero di cellulare. La tecnica è quella di sempre: non mollare mai la persona al telefono e tenerla lì, per non dare il tempo che il dubbio si insinui, per non liberare la linea e consentire un’eventuale verifica da parte della vittima. «Tra un po’ ti raggiungerà a casa un operatore delle Poste per ritirare i soldi e gioielli», dice l’impostore. In effetti, a distanza di qualche minuto, davanti alla porta della vedova novantaquattrenne si presenta un ragazzo a cui lei consegna 700 euro in banconote, oltre a orecchini, anelli e una spilla in oro.
LA SECONDA TRAPPOLA
Quando i truffatori capiscono che la nonna è disposta a pagare, non accontentandosi del bottino, addirittura rilanciano. E qui subentrano la sfrontatezza e la cattiveria di cui sopra, perché il falso nipote telefona di nuovo alla malcapitata. «I soldi non bastano», sono più o meno le parole, «servono altri 2.000 euro, puoi andarli a prendere all’ufficio postale?». L’anziana, temendo conseguenze per il nipote, segue alla lettera le indicazioni, preleva il denaro e lo consegna allo stesso ragazzo entrato in azione in precedenza.
LE INDAGINI
Quando la vittima si accorge che era tutta una messinscena, è ormai troppo tardi: il truffatore è già lontano e lei non può fare altro che presentare denuncia. Ma le indagini dei carabinieri della stazione di Sambuceto consentono di dare un nome a chi, secondo l’accusa, ha materialmente effettuato le telefonate. Adesso è caccia anche ai complici del finto nipote.
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