Tumori, macchinario fuori uso Rimandati a casa dieci pazienti

Dalla fine di marzo l’apparecchio per la Pet si è rotto altre due volte, costringendo a rinviare gli esami Sambenedetto (Il Popolo di Chieti): «È un’attrezzatura vecchia». Marcozzi: «Disagi e ritardi, ora basta»
CHIETI. Ci risiamo, ancora una rottura della Pet Tac all'ospedale Santissima Annunziata. Ancora una volta i 10 pazienti previsti per ieri sono stati rimandati a casa. Adesso dovranno attendere che il reparto di Medicina nucleare riesca a reinserirli all'interno delle liste d'attesa, già molto lunghe, per sottoporsi all'esame. La delicata strumentazione, utilizzata per esami diagnostici per tumori e malattie neurodegenerative, si trova (in affitto) sui camion e una volta alla settimana arriva all'ospedale di Chieti. I due Tir parcheggiano nel piazzale di fronte alla sede del 118: uno funge da sala d'aspetto e l'altro viene utilizzato per gli esami. Oltre a tutti i disagi che questo sistema provoca ai pazienti, per lo più anziani e anche con ridotta mobilità, c'è anche il fatto che, proprio perché in viaggio sui Tir, la strumentazione va più spesso incontro a rotture. E inoltre, «non è una novità il fatto che la Pet Tac utilizzata dall'ospedale teatino sia una delle più vecchie in circolazione», dice Roberto Sambenedetto, dell'associazione Il popolo di Chieti, che insieme ad altre realtà impegnate nel settore della sanità ha dato vita alla rete No Pet sui Tir, cercando di sensibilizzare la direzione Asl ad acquistare una Pet fissa, da impiantare nel reparto di Medicina nucleare diretto da Gianluigi Martino. Ma, secondo alcuni tecnici dell'azienda sanitaria, il reparto non avrebbe gli standard adeguati per poter ospitare questo tipo di macchinario. Il direttore generale Asl Thomas Schael ha assicurato l’acquisto di una Pet Tac nuova, non appena sarà costruita la nuova palazzina dove sistemare una serie di attrezzature di cui l'ospedale ha bisogno. Ma le associazioni della rete non ci stanno ad attendere anni per la costruzione del nuovo edificio.
La rete è formata dalle associazioni Gaia, con la presidente Patrizia Bonora, Lory a colori, diretta da Monica Marinari, Azione Parkinson Abruzzo, coordinata da Giusy Di Bari, e Il Popolo di Chieti con Gianni Di Labio e Roberto Sambenedetto. «Siamo in contatto con pazienti che hanno difficoltà a prenotare un esame con la Pet dell'ospedale di Pescara», riferisce Marinari, «perché Pescara ora è costretta ad assorbire i pazienti di Chieti. Ci hanno detto che anche l'ospedale di Teramo ha avuto problemi e quindi Pescara non arriva».
A fianco delle associazioni è scesa in campo anche la consigliera regionale del nuovo raggruppamento politico di Di Maio Insieme per il futuro, Sara Marcozzi, che fin da subito ha sposato la battaglia sulla Pet Tac: «È l'ennesimo disservizio che i cittadini sono costretti a subire», dice, «per cui chiedo chiarezza e verità. Parliamo di una problematica che si ripresenta costantemente, sempre con le medesime modalità e per cui si continuano a non trovare soluzioni definitive. Parliamo di un macchinario fondamentale per la diagnostica di tumori e malattie neurodegenerative, che crea disagi e ritardi. È il momento di intervenire una volta per tutte». La Pet Tac si era rotta l'ultima volta 40 giorni fa, il 24 maggio: in quel caso ai pazienti era già stato iniettato il liquido radioattivo che serve per eseguire l’esame. Precedentemente, il macchinario era risultato fuori uso il 29 marzo.

