Tunnel per il centro, il Comune: «L’apertura entro settembre»

15 Marzo 2024

La Teateservizi, ora fallita, avrebbe dovuto prendere in gestione l’opera progettata da ben 14 anni Due le strade: internalizzazione o affidamento temporaneo. L’assessore Cassarino detta i tempi

CHIETI. Il destino dell’eterna incompiuta teatina va a braccetto con la futura gestione dei parcheggi a pagamento della città. Il tunnel pedonale che, con due ascensori, in soli trenta secondi collega il terminal bus di via Gran Sasso al centro storico rientra nello stesso pacchetto “mobilità e parcheggi” che, prima della dichiarazione di fallimento, gestiva la società in house Teateservizi. E quindi ora è tutto nelle mani del curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, che sta valutando per quali dei due servizi di cui si occupava la partecipata – strisce blu e riscossione tasse – chiedere l’esercizio provvisorio. Così come i cittadini, anche la maxi opera che svolta la mobilità del centro storico attende di sapere come sarà gestita.
OPERA BLOCCATA Tornando di qualche anno addietro, il Comune aveva individuato la Teateservizi come gestore del tunnel e dell’ascensore. Da qui, via ai corsi di formazione per gli addetti che avrebbero dovuto gestire e custodire la struttura. E ancora, selfie e tagli dei nastri per annunciare la maxi opera: con due ascensori che dal terminal bus sbucano su Largo Barbella, a due passi da corso Marrucino, la mobilità cittadina sarebbe stata stravolta. Se non fosse poi per l’avvio della liquidazione da parte dell’ex amministratore di Teateservizi e l’inchiesta della procura che ne chiede il fallimento. L’opera, pronta e collaudata, si è bloccata in attesa di trovare un nuovo gestore. Con la sentenza di fallimento di Teateservizi lo scorso 21 febbraio, il problema è rimasto lo stesso.
LA GESTIONE E il nuovo gestore sarà decretato a brevissimo perché direttamente collegato anche al pacchetto dei parcheggi a pagamento, un settore che non può rimanere scoperto in quanto frutta alle casse comunali circa 850mila euro all’anno. «Sono due le strade», illustra l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli, «la reinternalizzazione o l’affidamento temporaneo». Vale a dire il famoso piano B che il Comune ha deciso di mettere in pratica nel caso il curatore Flacco non inserisca le strisce blu nella richiesta di esercizio provvisorio. «In questo modo riparte l’iter che consente al Comune di valutare come gestire l’ascensore e il tunnel», continua l’assessore Rispoli, «l’internalizzazione sarà avviata se il curatore fallimentare non chiede l’esercizio provvisorio o se il tribunale lo dovesse rifiutare».
LA MANUTENZIONE L’opera, da 14 anni annunciata in città da più di una amministrazione, prima di entrare in funzione deve però superare le fasi burocratiche. La stasi infatti non fa bene al meccanismo dei due ascensori. «Una volta che riprendiamo in mano l’opera dobbiamo rimetterla in funzione e capire se ci sono ancora lavori da fare», aggiunge Rispoli, «riprende l’iter delle autorizzazioni, tutta quella procedura che inizialmente era stata fatta con Teateservizi».
IL TAGLIO DEL NASTRO Sulle tempistiche per il nuovo taglio del nastro Rispoli non si sbilancia; viceversa l’assessore alle Partecipate Massimo Cassarino – entrato in giunta da pochi mesi – è determinato a mettere in funzione l’opera. «Sicuramente entro l’inizio del nuovo anno scolastico lo vogliamo aprire», dice al Centro, «a rallentare l’apertura è la mole di autorizzazioni e questioni amministrative. Ma per settembre ce la metteremo tutta per riaprilo». Collegando il centro storico con il terminal bus in mezzo minuto, la struttura sarebbe la prima scelta dei giovanissimi che studiano nelle scuole del Colle, oltre che degli automobilisti che lascerebbero le autovetture più distanti dal centro storico. Il 30 aprile scade il contratto per la gestione dei parcheggi in mano a Teateservizi. Già per questa data i parcheggi potrebbero essere internalizzati dal Comune. Di conseguenza, uguale sarebbe la gestione di ascensore e tunnel. Ma ora è tutto nelle mani del curatore. E l’eterna incompiuta, che di inaugurazioni e tagli di nastri ne ha già viste parecchie, attende.