Turisti senza soccorsi Lapenna: basta con i tagli

Medici cancellati dalle spiagge, il sindaco: vogliamo un servizio essenziale Flacco (Asl): ambulanza per le emergenze, poi ci sono i medici di base
VASTO. «L’assistenza ai turisti rappresenta per la città una questione di primaria importanza, per la quale la Asl deve impegnarsi a trovare una valida soluzione. La Asl deve ridarci un servizio essenziale per garantire il diritto alla salute di cittadini e turisti». Sulla soppressione delle guardie mediche nelle località di vacanza della costa teatina dopo il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, interviene quello di Vasto, Luciano Lapenna. Il tono di Lapenna è perentorio. L’intervento del primo cittadino racconta le preoccupazioni degli operatori turistici e di molti operatori ospedalieri che la scorsa estate, nonostante la presenza dei presidi marini, dovettero far fronte a centinaia di richieste. E ad aumentare la preoccupazione è il comunicato del direttore sanitario della Asl, Pasquale Flacco che spiega testualmente: «Anche nella prossima stagione estiva l’assistenza sanitaria di emergenza sarà garantita lungo la costa della provincia di Chieti. Da quest’anno a supporto della consueta attività svolta dal 118, in ciascuna delle località di mare sarà presente di giorno un’ambulanza, in aggiunta alla postazione del 118 di Francavilla. Cosa diversa è il servizio di medicina turistica, destinato a farsi carico delle prestazioni sanitarie non di emergenza e urgenza per chi non risiede in Abruzzo, dietro pagamento di una tariffa standard nazionale: quest’anno il servizio è affidato dalla Asl ai medici di medicina generale».
«Flacco venga a Vasto a vedere come sono costretti a lavorare i medici del San Pio. Questo comunicato ha il sapore della beffa», protesta Marco Di Michele Marisi (Giovani in movimento). «L’assessore regionale Silvio Paolucci, che viene qui a fare le passerelle, lo racconti al direttore sanitario. La Asl ha il dovere di garantire assistenza sanitaria a bagnanti e villeggianti anche perché, diversamente, si rischia di andare a ingolfare l’attività del Pronto soccorso che in estate vè messo a dura prova per la popolazione che quasi triplica rispetto alla stagione invernale», insiste Marisi. «La Asl deve ridarci almeno i servizi offerti un anno fa e che erano già insufficienti», chiede Lapenna. «Non è possibile per una puntura di medusa mobilitare il 118».
Intanto molti operatori sono sul piede di guerra. Ritenendo mortificante la scelta della Asl e minacciano manifestazioni. Lo slogan coniato è “Ci siamo anche noi. Qualcuno lo dica alla Asl”. «La scelta della Asl», sottolinea il direttore sanitario Flacco, «è basata sulla valutazione delle prestazioni erogate nel 2014 dagli ambulatori di medicina turistica: appena 198 in due mesi a Vasto, 600 a San Salvo». Basta sfogliare i quotidiani di quel periodo per vedere che i numeri non corrispondono. «Va ricordato che lo scorso anno la Asl si trovò in difficoltà in seguito ai rilievi dei Nas, i quali rilevarono che alcune sedi, messe a disposizione dai Comuni, non erano idonee», conclude Flacco. (p.c.)
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