Tutta la città per Gaetano «Ciao angelo del paradiso»

Ortona. Folla all’ultimo saluto al 29enne cameriere-attore morto nel sonno Padre Camillo: «Giovane meraviglioso». L’addio sulle note di Mare nostre
ORTONA. Come un figlio, ma il figlio di tutti. Come un angelo, ma l’angelo nel punto più alto del paradiso. Come un fiore, ma di quelli rari perché tinti di finezza e sostanza, come accade con i colori dell’arcobaleno. Del resto, la marea umana che gli ha dato l’ultimo saluto tra piazza San Francesco e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ne è stata la testimonianza più eloquente: per il bene ricevuto e per quello che ha dato, per essere stato presente in questo mondo e nella sua città che ha amato da impazzire e che ha decantato dappertutto.
Un’Ortona ancora stordita dal dolore ha dato ieri pomeriggio il suo addio a Gaetano Cespa, 29 anni, il cameriere-attore morto nel sonno nella notte tra domenica e lunedì nel letto di casa. La bara portata a spalla dal gruppo del palcoscenico della Compagnia dell’Alba; l’animazione curata nei minimi dettagli dagli amici che con lui hanno frequentato il gruppo parrocchiale e l’Accademia dello spettacolo; i canti della messa «a misura di Gaetano», come ha detto il maestro di musica e canto Gabriele de Guglielmo, tanto che non sembrava di assistere a una cerimonia funebre. E poi il canto della colonna sonora del musical “Stagioni d’amore” intorno alla bara e di “Mare nostre” scritta da Luigi Illuminati e musicata da Antonio Di Jorio, motivo popolare condito da nostalgia, lontananza e malinconia. Alla fine, i palloncini bianchi lanciati in cielo per coronare il sogno di chi è lì ad accompagnare un’anima pia senza lasciarla un solo istante.
Padre Camillo, che ha celebrato la messa insieme a padre Luciano, ha manifestato parole di conforto verso la famiglia Cespa nel corso della breve omelia. «L’angoscia è inevitabile e umana», ha detto, «e viene da pensare alla vita come a quel fiore che al mattino è bello e alla era si secca. Ma pensiamo a Cristo che è la resurrezione e la vita: è risorto nella vita immortale e così sarà per il nostro Gaetano, un giovane meraviglioso».
«Mi ha colpito la compostezza di questa piazza con tutta quella gente che avrebbe voluto trovarsi in chiesa», ha commentato l’imprenditore farese Antonio Tavani, dal quale Gaetano Cespa ieri mattina avrebbe preso servizio come capo animatore dell’Hotel del Camerlengo. «Ho visto persone disparate e disperate: Gaetano era un personaggio. Ci mancherà un mondo», ha concluso Tavani. Il sindaco Leo Castiglione aveva proclamato il lutto cittadino. «Era giusto dare un segno della comunità a una morte assurda che ha sconvolto tutti», ha sottolineato il primo cittadino, «parliamo di un ragazzo impegnato tra i giovani e nel mondo artistico e sociale. Così ho deciso di far stare chiusi i negizi dalle 16 alle 18, in concomitanza con i funerali, e di tenere la bandiera del Comune a mezz’asta. Tutta la comunità ha condiviso questa tragedia stringendosi alla famiglia di un giovane buono e bravo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

