Tutti sull’attenti, Di Bartolomeo vi saluta

31 Marzo 2015

Festa a Madonna del Freddo per l’addio al comandante della polizia penitenziaria che va in pensione

CHIETI. «Ho portato me stesso in questo mondo. Ho dato tanto, ma ho ricevuto a anche molto». Lacrime e commozione, ma anche sorrisi e battute nel discorso d’addio del comandante della Polizia penitenziaria teatina, Valentino Di Bartolomeo, che lascia l’incarico dopo quasi 40 anni per andare in pensione al compimento dei 60 anni. E a testimoniare che l’abbandono è di quelli che fa rumore è arrivata una sfilza di autorità abruzzesi e molisane a presenziare la festa di commiato di un comandante che non ha bisogno della qualifica di commissario capo per essere riconosciuto, perché, come ha detto la dirigente dell’istituto penitenziario teatino, Giuseppina Ruggeri, per lui basta dire “Valentino” che tutti sanno chi è e conoscono il suo valore. Cancelli insolitamente spalancati ieri mattina al carcere Madonna del Freddo per accogliere i tanti intervenuti da ogni parte di Abruzzo e Molise. A cominciare dal nuovo provveditore regionale, Maria Claudia Di Paolo, per continuare con i dirigenti degli istituti di pena e i comandanti della Polizia penitenziaria di Pescara, Sulmona, Avezzano, Teramo, Campobasso, Isernia e Larino. C’erano poi il magistrato di sorveglianza Maria Rosaria Parruti che ha ringraziato Di Bartolomeo per i 12 anni di lavoro insieme, “passati”, ha detto, «con una persona contenta di lavorare e che vedeva il suo lavoro come occasione per dare il proprio contributo alla comunità». Ha preso la parola anche l’arcivescovo Bruno Forte che ha sottolineato non solo il grande “senso di umanità” che contraddistingue la figura del commissario capo Di Bartolomeo, ma anche quello di “misericordia verso il prossimo”. Monsignor Forte ha reso onore anche alla famiglia Di Bartolomeo, in particolare alla moglie Gabriella che lo ha sempre supportato.

Il comandante ha anche due figli, Flavio e Livio (quest’ultimo è segretario del Circolo degli Amici). C’erano anche, tra gli altri, il presidente del tribunale, Geremia Spiniello, il procuratore capo, Pietro Mennini, l’ex direttore del carcere di Pescara, Carlo Pallotta, e il nuovo, Franco Pettinelli, il presidente della Caritas diocesana, don Enrico D’Antonio, e il governatore del Sacro Monte dei Morti, Giulio Obletter. «Si lascia il lavoro, ma non l’impegno verso questo mondo», ha detto Di Bartolomeo, «e questo incarico molto particolare che dà un eccessivo potere di un uomo nei confronti di un altro uomo, un potere che va mitigato e compensato con un senso di comprensione ed umanità». Il momento dei discorsi si è concluso con quello dei regali. Sono stati tantissimi: penna, orologio, viaggio con meta a scelta (questo è arrivato dal personale di Polizia penitenziaria), svariate targhe di riconoscimento, quadri e pure una scultura di San Basilide, protettore del Corpo. (a.i.)

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