Tutti sulla Palinuro la goletta che naviga solo per l’ambiente

Tanti bambini a bordo della nave che oggi riprenderà il largo Il comandante: «La Marina investe molto su temi ecologici»
ORTONA. Attraccata alla banchina di riva del porto, la nave scuola Palinuro della Marina militare è il fenomeno di questo fine settimana per Ortona. Baciata da uno splendido sole, anche ieri la goletta di 59 metri di lunghezza e 10 di larghezza, è stata fotografata dai numerosi visitatori che si sono recati allo scalo marittimo per salire sull'imbarcazione. «Faventibus ventis», con il favore dei venti, è il motto che caratterizza la nave, e che si può ritrovare scritto in bella vista a bordo. Con i suoi imponenti alberi in acciaio, il più alto dei quali misura 35 metri, sta accogliendo curiosi, esperti di navigazione e famiglie con bambini al seguito, che approfittano della sosta della Palinuro ad Ortona per ammirarla. Nel molo di attracco e a bordo sono allestiti stand con materiali informativi sulle attività del Wwf in difesa di specie e ambienti. E una particolare iniziativa sta coinvolgendo i visitatori, con un selfie da scattare accanto ad una sagoma di balenottera comune, la specie più grande del Mediterraneo e la seconda al mondo.
A tal proposito ieri è stato anche un giorno importante per parlare delle tematiche ambientali, il vero obiettivo per cui la nave scuola sta attraversando l'Italia. In mattinata il comandante della goletta, Gabriele Belfiore, ha tenuto una conferenza stampa insieme al consigliere nazionale del Wwf Italia, Dante Caserta, al membro di Campagna Mare del Wwf Italia, Luigi Agresti, e al delegato Abruzzo del Wwf Italia, Luciano Di Tizio. È stato dato risalto ai problemi che affliggono il Mediterraneo, un mare che non ha nulla da invidiare a tanti altri ma che allo stesso tempo presenta numerosi pericoli su cui occorre riflettere e agire. L'incontro è stato aperto dal comandante Belfiore, che ha sottolineato come la Marina militare stia investendo sempre più risorse nella tematica ambientale, come nel caso della ''flotta verde'', un progetto che mira ad individuare un prodotto alternativo al combustibile navale di origine petrolifera utilizzato a bordo delle unità navali. A prendere la parola, poi, è stato Dante Caserta, il quale ha parlato della ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo e della lentezza nel suo ricambio: «Servono circa 90 anni per le acque superficiali, 7500 anni invece per l'intero volume» ha detto. Di Tizio si è soffermato sull'istituendo Parco della costa teatina e sulle iniziative del Wwf in favore del processo di perimetrazione dell'area. Dal 2 al 5 luglio partirà la terza edizione del “Cammina per il Parco”: «Si camminerà lungo il costituendo Parco della costa teatina», ha specificato Di Tizio, «raccontando tutto ciò che accade». La conferenza successivamente è proseguita con le parole di Agresti, che ha parlato delle autorizzazioni per le estrazioni petrolifere: «Nel mese di giugno sono state decine», ha detto. «O spremiamo il nostro mare o puntiamo al futuro decidendo di rinnovare e investire». Non meno rilevanti, secondo il Wwf, sono inoltre i problemi legati alla pesca eccessiva e alla diffusione della plastica. Su quest’ultimo aspetto, un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica “Plos one”, ha rivelato che nel Mar Mediterraneo c’è un rifiuto plastico ogni 4 metri quadrati: una massa inquinante stimata tra le mille e le tremila tonnellate, comparabile con le grandi “isole di plastica” galleggianti osservate negli oceani. Ma intanto tra le riflessioni sui nostri mari la Palinuro continua ad incantare. Fino ad oggi pomeriggio, poi saluterà Ortona ''faventibus ventis''.

