Uccisa a 28 anni da un boccone di cibo, tragedia a Casalincontrada

23 Luglio 2014

Alessandra fa in tempo a dire alla madre: "Non respiro più", poi si accascia. E’ il secondo tragico caso in pochi giorni

CHIETI. «Mamma aiutami, non respiro più», poi s’accascia sul pavimente di casa e muore davanti agli occhi della madre.

Aveva 28 anni Alessandra Basciani e amava la musica rock degli Evanescence. Alle sue amiche aveva chiesto un favore: «Se muoio fate suonare il mio pezzo preferito, Immortal». E così è stato, ieri pomeriggio, nella parrocchia di Santo Stefano a Casalincontrada dove don Enrico D’Antuono ha officiato il rito funebre nella chiesa gremita. Quattro ore prima, l’autopsia eseguita dal medico legale, Pietro Falco, ha confermato il tragico sospetto. Non sono stati l’ictus o l’infarto a uccidere la giovane donna ma un pezzo di carne, con un piccolo osso, che le è rimasto bloccato nelle prime vie respiratorie. Tutto si è consumato in una manciata di minuti, domenica scorsa, all’ora di pranzo.

La madre Rita è a riposare mentre Alessandra s’intrattiene in cucina per finire di mangiare una bistecca che lei stessa si era cotta. Quando la mamma la vede entrare in camera da letto, chiedendole di aiutarla a respirare, non fa neppure in tempo a soccorrerla: la ragazza stramazza a terra mentre la madre comincia a urlare. Esce per strada, bussa alle porte dei vicini. E accorrono in molti nell’abitazione del Casale. Tra i primi soccorritori c’è anche un giovane del paese esperto di primo soccorso che prova a rianimare Alessandra. Ma non c’è più nulla da fare. Quando arrivano il 118 e il medico del paese, la 28enne è già morta. Il primo referto però è di ictus, nessuno individua segni di soffocamento: le vie respiratorie appaiono libere.

Così lunedì tutto era pronto per il funerale ma, nella tarda mattinata, arriva lo stop. Il corpo di Alessandra Basciani viene trasportato all’obitorio dell’ospedale di Chieti e messo a disposizione del medico legale. Erano passati solo nove giorni da una tragedia identica: la morte di Nicoletta Cerritelli, l’anziana ricoverata a Villa Pini e deceduta per soffocamento dopo aver mangiato una spinacina. Per questa prima tragedia ci sono tre medici e un infermiere indagati dalla procura di Chieti per omicidio colposo. Per Alessandra invece non esiste alcuna responsabilità di terzi. L’autopsia disposta dalla Asl ha confermato la presenza del pezzo di carne nelle vie respiratorie ma è stata una tragica fatalità di cui nessuno è colpevole. Resta il dolore di Rita e Antonio, la madre e il papà della giovane, e delle sorelle Michela ed Elisabetta. E quelle note d’addio che Alessandra aveva chiesto alle amiche di far suonare. Note del gruppo metal Evanescence, cioè svanire, che però canta la canzone immortale.