Uccise in casa il fratello 18enne: «Non è omicidio volontario»

24 Febbraio 2022

Ieri l’udienza in tribunale: confermata l’ipotesi preterintenzionale per la morte di Matteo Giansalvo Una nuova valutazione dell’accusa verrà fatta dopo l’istruttoria, la discussione fissata il 12 aprile 

CHIETI . Il giudice Maurizio Sacco ha confermato l’accusa di omicidio preterintenzionale nei confronti Giuseppe Giansalvo, il 22enne di Miglianico agli arresti domiciliari per la morte del fratello Matteo, colpito alla testa con un rullo da pittore al culmine di una lite all’interno della loro casa. Respinta, almeno per il momento, la richiesta della procura che chiedeva l’accusa di omicidio volontario aggravato.
L’ACCUSA
Era il 17 gennaio 2021 quando in un’abitazione di contrada Elcine, alle porte di Miglianico, scoppiò la lite tra i due fratelli sfociata con la successiva morte del giovane appena 18enne. A poco più di un anno dalla tragedia, ieri mattina si è svolta l’udienza davanti al giudice Sacco, chiamato a decidere dopo la riqualificazione del reato in omicidio preterintenzionale. Il pm Giancarlo Ciani aveva chiesto di annullare il decreto che dispone il giudizio, fissando una nuova udienza preliminare, perché riteneva che in quella precedente fosse stato violato il diritto al contraddittorio. In sostanza, secondo il pm il reato sarebbe stato derubricato senza un’adeguata discussione tra le parti. In alternativa, il pubblico ministero aveva chiesto di tornare direttamente all’originaria accusa di omicidio volontario, con l’aggravante dei futili motivi, e di trasmettere gli atti alla Corte d’assise per celebrare il processo.
IN AULA
Ieri mattina in aula era presente anche l’imputato, assistito dall’avvocato Marco Femminella. Il difensore aveva già presentato la richiesta di rito abbreviato, che permetterà a Giuseppe di avere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
LA DECISIONE
All’esito dell’udienza di ieri è stata confermata l’accusa di omicidio preterintenzionale, cioè quando un gesto va oltre le intenzioni di chi lo compie. Ogni eventuale valutazione sulla riqualificazione del reato verrà rimessa all’esito dell’istruttoria. Dopo la discussione, quindi, il giudice prenderà le sue decisioni.
LA NUOVA DATA
La discussione è stata fissata al prossimo 12 aprile. Trattandosi, tuttavia, di un rito abbreviato “secco”, non verranno sentiti due testimoni indicati dalla difesa poiché il giudice non ritiene necessarie ulteriori integrazioni, essendo stati gli stessi già ascoltati durante la fase delle indagini.
LA DIFESA
L’imputato ha sempre sostenuto di «non essersi accorto che il rullo per pittura, nel corso della colluttazione, avesse perduto l’estremità di spugna così rimanendo da lui impugnato solo il manico con sostegno metallico ricurvo e dall’estremità di ridotte dimensioni».
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