Uccise la moglie, nuova perizia su Giannichi

All’esame degli investigatori le immagini della videosorveglianza sull’ultimo tragitto fatto dalla coppia
TORINO DI SANGRO. Omicidio di Luisa Ciarelli: è il tempo della valutazione delle prove. Le festività natalizie non hanno rallentato l’attività dell’avvocato Alberto Paone, il difensore di Domenico Giannichi, il 68enne che il 29 novembre 2019 ha ucciso la moglie di 65 anni a bastonate. Il penalista, che ha sempre sostenuto la fragilità psicologica del suo cliente aggravata da una delicata patologia, ha raccolto in un mese il materiale necessario a dimostrare la fondatezza della propria tesi. L’avvocato Paone ha anche contattato un esperto per una nuova eventuale perizia più approfondita sull'omicida.
Giannichi è rinchiuso nel carcere di Torre Sinello, a Vasto, ed è seguito da un medico. Dal giorno dell’arresto non ha evidenziato sintomi preoccupanti. Il suo difensore nei prossimi giorni deciderà se chiedere una perizia o ricorrere all’incidente probatorio. La difesa dell’indagato subito dopo l’omicidio parlò anche di tragico epilogo dovuto ad un eccesso di difesa. Domenico sarebbe stato violento perché, a sua volta, si sarebbe trovato in uno stato di pericolo. Si sarebbe difeso. Avrebbe reagito perdendo la testa e commettendo il delitto. Fra Giannichi e la moglie prima dell’omicidio si era accesa una discussione trasformata poi in zuffa. Giannichi sarebbe stato preso a morsi e ferito al naso. Prima dell’arresto ha dovuto essere medicato nell’ospedale di Lanciano. Le ferite sono state rilevate anche dal medico legale Christian D’Ovidio nel carcere di Torre Sinello. Il medico ha visitato Giannichi per fare una valutazione d’insieme delle ferite e per valutare se le ferite evidenti sul volto dell’arrestato avrebbero potuto essere compatibili con i meccanismi di difesa.
Nel frattempo i carabinieri hanno acquisito dalla casa dei due coniugi, tuttora sotto sequestro, le immagini della videosorveglianza. La speranza è che le telecamere possano aver ripreso la coppia prima del tragico epilogo. Acquisito il materiale prodotto dagli investigatori e dalla difesa, toccherà al giudice il compito di valutare le condizioni psicologiche dell’accusato e se nell’omicidio di Luisa Ciarelli è configurabile o meno una reazione di difesa del marito. La valutazione terrà conto delle circostanze oggettive che hanno connotato il fatto, l’origine, la cruenza e violenza dei colpi inferti, i mezzi di difesa e poi di offesa a disposizione dell’aggressore. Il materiale, insieme alle cartelle cliniche e alle testimonianze di chi conosce la coppia, dovrebbero aiutare il sostituto procuratore del tribunale di Vasto, Gabriella De Lucia, titolare dell’inchiesta, ad avere un quadro più completo della situazione. Nella casa dove Giannichi e la moglie vivevano è difficile che possano esserci elementi utili alle indagini. L’avvocato Paone è probabile che presenti presto una richiesta di dissequestro dell’immobile.
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