Ucciso in casa, l’indagato resta in silenzio

4 Dicembre 2021

De Leonardis, sotto accusa per il delitto Ciammaichella, non risponde al pm. L’avvocato: «Non ha nulla da cui difendersi»

CHIETI. È rimasto in procura pochi minuti, giusto il tempo di formalizzare la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nel giorno dell’interrogatorio, Cristian De Leonardis, uno dei due indagati per l’omicidio volontario del quarantenne teatino Francesco Ciammaichella, è restato in assoluto silenzio davanti al pubblico ministero Giuseppe Falasca e ai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Chieti che indagano sul delitto avvenuto tra il 9 e il 10 novembre scorsi in un alloggio popolare di via Albanese. De Leonardis, 47 anni, abita sullo stesso pianerottolo della vittima: è stato lui a lanciare l’allarme, telefonando al 118, il giorno del ritrovamento del cadavere con una vistosa ferita alla testa, probabilmente provocata dall’assassino utilizzando una mazza da minigolf sequestrata nell’appartamento.
«L’interrogatorio è uno strumento di difesa. E il mio assistito non ha nulla da cui difendersi», ha detto l’avvocato Marco Femminella, uscendo dagli uffici giudiziari di via Spaventa. «De Leonardis ha correttamente adempiuto al suo dovere civico, segnalando la presenza di un cadavere all’interno di un’abitazione, e questa di certo non è una colpa».
La settimana scorsa è stata interrogata anche l’altra persona finita sotto inchiesta, Silvia Capuzzi, 57 anni, che risiede accanto alla palazzina in cui Ciammaichella è stato ucciso. La donna, difesa dall’avvocato Emanuele Calista, ha respinto l’accusa di aver ammazzato il vicino, negando qualsiasi tipo di coinvolgimento. I vestiti sequestrati agli indagati e la probabile arma del delitto saranno analizzati dai carabinieri dei Ris di Roma, che hanno passato al setaccio le abitazione di Ciammaichella, De Leonardis e Capuzzi. (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .