Ucciso in casa, nuova ispezione: trovate siringa e tracce di droga

26 Febbraio 2022

I carabinieri tornano nell’abitazione di Ciammaichella: sopralluogo di quasi 2 ore, scattano altri sequestri Due vicini sono indagati per omicidio volontario, ma respingono le accuse. Attesa per i risultati del Ris

CHIETI. Tracce di eroina e una siringa. Le hanno trovate i carabinieri durante la nuova ispezione all’interno della casa popolare al civico 41 di via Albanese in cui Francesco Ciammaichella, quarant’anni, è stato ucciso lo scorso 10 novembre con un colpo alla testa sferrato con una mazza da minigolf. La piccola quantità di droga sequestrata ieri potrebbe essere utile agli investigatori per avere conferme sul contesto in cui è maturato il delitto per il quale restano indagati, con l’accusa di omicidio volontario, due vicini di casa della vittima: Cristian De Leonardis, 48 anni, che abita sullo stesso pianerottolo di Ciammaichella e che ha lanciato l’allarme telefonando al 118 dopo il ritrovamento del corpo, e Silvia Capuzzi, 57 anni, che vive nella palazzina accanto.
LA NUOVA ISPEZIONE
Mancano pochi minuti alle nove del mattino quando cinque militari della sezione operativa della compagnia di Chieti arrivano davanti alla palazzina del quartiere Sant’Anna, un edificio di proprietà del Comune, destinato all’emergenza abitativa, in cui nulla funziona e dove a regnare, ormai da anni, è il degrado più totale. De Leonardis è in casa: si affaccia dalla finestra mentre gli investigatori si avviano verso il portone d’ingresso per eseguire il «decreto di ispezione dei luoghi» firmato dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca. L’ultimo sopralluogo degli uomini dell’Arma risaliva al 14 dicembre, ovvero un paio di settimane dopo il blitz del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma. Stavolta i carabinieri restano per quasi due ore nel monolocale al quarto piano: indossano le tute bianche e passano al setaccio ogni centimetro quadrato di pavimento, ogni mensola, ogni mobile, ogni cassetto. All’ispezione partecipa anche l’avvocato Angelo Lazzaro, in rappresentanza dei colleghi Emanuele Calista e Marco Femminella, difensori degli indagati.
I SEQUESTRI
Verso le undici, i militari escono dalla palazzina con un bustone di colore nero che contiene gli oggetti sequestrati. Tra il materiale di maggiore interesse investigativo ci sono un po’ di eroina, trovata dentro della carta stagnola, e una siringa, senza ago, con del liquido che sarà verosimilmente analizzato. Gli investigatori portano via anche un quadernino con alcune password, 15 euro trovati sotto una bolletta poggiata su una mensola, un piccolo portacandela in pietra e altri oggetti di vita quotidiana.
L’INCHIESTA
Per il prosieguo dell’inchiesta potrebbero essere decisivi i risultati degli esami di laboratorio svolti dal Ris. Accertamenti sono stati avviati anche sulla mazza da minigolf sequestrata nell’appartamento imbrattata di sangue, il giorno del ritrovamento del cadavere, e ritenuta compatibile con l’arma del delitto che ha provocato a Ciammaichella il trauma cranico e la successiva emorragia cerebrale risultata letale, come è emerso durante l’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio.
LA DIFESA
Entrambi gli indagati hanno sempre respinto con forza l’accusa di omicidio. Capuzzi si è dichiarata innocente durante l’interrogatorio che si è svolto lo scorso 26 novembre davanti al pm Falasca, mentre De Leonardis si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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