Ucciso in Toscana, via al processo La famiglia chiede il risarcimento

Paolo Fiorentino, 46 anni, senza fissa dimora, fu accoltellato in un edificio occupato abusivamente Imputato è un 67enne di Palermo arrestato già nel 2018 per il ferimento di un uomo con la mannaia
CASOLI. Omicidio di Paolo Fiorentino, 46 anni: al via il processo. Il 7 dicembre c’è la prima udienza in Corte d’assise del tribunale di Massa. Nominati per il processo gli avvocati Maria Paola De Nobili e Andrea Fulceri, del foro di Pisa, e Simone Troiano e Monica Scutti, del Foro di Pescara, quali rappresentanti di Cinzia e Giuseppe Fiorentino, rispettivamente sorella e padre di Paolo, 46 anni, ritrovato privo di vita e con cinque ferite da taglio sul corpo, lo scorso 13 gennaio a Marina di Carrara, nell’ex Colonia Vercelli. Un’amica era andata a cercarlo perché insospettita dalla mancata risposta alle chiamate e, a quel punto, la drammatica scoperta: era a terra, con accanto la sua cagnolina, nella struttura abusivamente occupata. L’imputato è Francesco Di Blasi, 67 anni, palermitano, difeso dall’avvocato Francesco Vetere, del Foro di La Spezia, detenuto in custodia cautelare nel carcere di Massa. Secondo le testimonianze della donna, Di Blasi, stava uscendo da quei locali fatiscenti e, prima ha indicato il corpo di Paolo, poi è corso alla caserma dei carabinieri di viale Galilei. Qui ha raccontato ai militari che nella casa abusiva «era successo qualcosa».
Paolo è stato colpito da almeno cinque fendenti inferti con un coltello da cucina, di cui uno, mortale, al cuore. I due, vittima ed imputato, erano entrambi senza fissa dimora e alloggiavano nella fatiscente ex Colonia Vercelli. La vita di Paolo Fiorentino è stata sempre ai margini della società, fatta di rimedi e lavoretti discontinui per tirare avanti. A Marina di Carrara, il suo ultimo domicilio, era arrivato un anno fa. L’estate 2021 l’aveva passata a dormire nella pineta all’angolo tra viale Colombo e viale Galilei, prima su una panchina e poi in una tenda a pochi metri da quelle giostrine che spesso contribuiva ad aprire e chiudere. All’arrivo della stagione fredda Paolo aveva sfondato una porta dell’ex campo profughi decidendo di dividere quella stamberga con Francesco Di Blasi che era già finito in carcere nel 2018 per aver inseguito e ferito a colpi di mannaia e coltello un uomo che viveva con lui sempre nella stessa area disagiata dell’ex colonia Vercelli.
Il pubblico ministero incaricata delle indagini, Elena Marcheschi, aveva richiesto il giudizio immediato per l’indagato, concesso con decreto del 5 luglio della giudice per le indagini preliminari, Marta Baldasseroni: è stata così fissata l’udienza iniziale del processo per il 7 dicembre nella Corte d’assise del tribunale di Massa. La scelta del giudizio immediato ha consentito di accorciare i tempi processuali, saltando la fase dell’udienza preliminare per approdare direttamente al dibattimento. Tale rito non prevede alcuno sconto di pena per l’imputato, in caso di condanna.
Nel corso della prima udienza, i familiari della vittima si costituiranno parte civile e verranno stabilite le date delle successive udienze, nel corso delle quali saranno sentiti i testimoni chiave del processo per ricostruire la dinamica dei tragici eventi. Gli avvocati della famiglia Fiorentino confidano nell’ottimo lavoro d’indagine svolto dalla Procura, certi che il dibattimento restituirà un quadro chiaro di quanto accaduto la notte del 13 gennaio scorso.
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