Uil: «Fuori i nomi dei politici che non pagano le tasse»

CHIETI. «Fuori i nomi dei politici che non pagano le tasse». La richiesta arriva dal segretario provinciale della Uil Fpl, Marco Angelucci, che scende in campo in difesa dei precari della società...
CHIETI. «Fuori i nomi dei politici che non pagano le tasse». La richiesta arriva dal segretario provinciale della Uil Fpl, Marco Angelucci, che scende in campo in difesa dei precari della società pubblica Teateservizi che si occupa di riscossione. Visto che sulle assunzioni continua a non esserci alcuna certezza, «non è che per aver fatto il loro lavoro», chiede Angelucci, «oggi questi dipendenti precari rischiano di perdere il loro posto di lavoro?» Il sindacalista invoca perciò «un’assemblea pubblica dove per correttezza nei confronti degli elettori e di tutta la città, vengano fatti i nomi degli evasori per mettere in chiaro una volta per tutte le responsabilità di tutti, amministratori e consiglieri, e si tolga l’ombra su questa mancanza di volontà nell’assunzione del personale che ha vinto un concorso per essere assunto a tempo indeterminato e da anni continua, invece, a lavorare da precario».
Sul piano politico, invece, continua a muoversi Forza Italia, il cui capogruppo, Marco D’Ingiullo, in qualità di presidente della commissione Bilancio ieri ha riunito la commissione proprio sulle sorti di Teateservizi. Erano presenti anche l’assessore al bilancio Valentina Luise, l’amministratore della società Massimo Marchetti e il direttore Antonio Barbone. La commissione si è aggiornata a lunedì prossimo ma al momento è stato chiarito che anche il nuovo amministratore unico Marchetti auspica al più presto l’assunzione dei precari, sia perché la società verrebbe a spendere meno, sia per dare più tranquillità ai dipendenti col contratto in scadenza (il termine è fissato a marzo prossimo). Per provvedere alle assunzioni, però, occorre prima presentare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018 e il Piano economico e finanziario della società. I due documenti sono pronti, manca solo l’approvazione dell’organo di controllo, vale a dire del collegio sindacale della società. (a.i.)
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