Ultimo abbraccio a Valerio Amici fotografi in lacrime

28 Settembre 2021

A sei anni dalla scomparsa, in tanti ai funerali celebrati nella chiesa della Trinità Accanto all’urna con i resti la sua macchina fotografica e l’agendina personale

CHIETI . La sua inseparabile macchina fotografica, compagna di una vita, accanto alla piccola urna di Valerio D’Ettorre, scomparso sei anni fa e le cui ossa sono state ritrovate sulla Maiella a 2.450 metri d’altezza. E poi l’agendina che conteneva i contatti dei suoi affetti, che la nipote del fotografo ha regalato al grande amico e collega Michele Camiscia. Nella chiesa parrocchiale della Santissima Trinità si sono celebrati ieri pomeriggio i funerali del fotografo del Tempo che la città ha atteso per anni di riabbracciare. Una speranza infranta nei giorni scorsi, quando il medico legale Cristian D’Ovidio ha portato a termine la relazione sugli esami approfonditi svolti all’università d’Annunzio con la collaborazione dei genetisti forensi. I resti rinvenuti da un turista lombardo il 17 agosto del 2020 erano di Valerio. Ed è stato possibile anche affermare come la morte di D’Ettorre sia stata provocata da un malore.
«Una morte brutta in un luogo bello», ha detto don Claudio, che ha celebrato i funerali alla presenza delle nipoti Sheila e Martina, dei parenti e dei suoi amici. Proprio Martina non è riuscita a trattenere le lacrime nel parlare di Valerio in un momento di grande dolore, di cui è arrivata la definitiva consapevolezza all’esito degli accertamenti scientifici che hanno confermato quello che sembrava da subito molto più di un’ipotesi. Già nelle ore successive al ritrovamento delle ossa una serie di indizi faceva ipotizzare che appartenessero a D’Ettorre. Il fotografo venne visto l’ultima volta – nell’ottobre del 2015 – proprio in quella zona di montagna a poca distanza dal rifugio Fusco.
«Una persona molto gioviale, Valerio era divertentissimo», è il pensiero comune. E ai ricordi si aggrappano gli amici di sempre affinché Valerio continui a vivere nei cuori di ognuno.
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