Un altro bimbo lo accusa: Furgiuele ancora indagato

13 Febbraio 2019

Il 13enne ha trovato il coraggio per denunciare dopo aver letto articoli sui giornali Gli atti sessuali sarebbero avvenuti nel magazzino del campo di Santa Filomena

CHIETI. Nel giorno della condanna, spunta una nuova inchiesta su Riccardo Furgiuele. L’allenatore di baseball, 53 anni, è indagato per violenza sessuale in un altro fascicolo: la presunta vittima è un piccolo atleta che, all’epoca dei fatti, aveva appena 10 anni. Va ad aggiungersi agli altri 9 bimbi che, secondo i giudici di primo grado, sono stati abusati da Furgiuele in modo ripetuto. Ieri pomeriggio, a distanza di un paio d’ore dalla sentenza, i poliziotti della squadra mobile di Chieti hanno raggiunto la casa di Sambuceto dove l’allenatore si trova agli arresti domiciliari per notificargli l’ultimo avviso di garanzia. L’indagine è scattata dopo la denuncia presentata qualche settimana fa, negli uffici della questura, dall’ennesimo atleta. Il ragazzino, accompagnato dai genitori, si è confidato dopo anni di silenzio in cui ha tenuto tutto dentro. Ma, lo scorso gennaio, ha trovato finalmente coraggio dopo aver letto sui giornali che anche tanti suoi ex compagni di squadra avevano denunciato di aver ricevuto lo stesso trattamento da quell’adulto che consideravano di famiglia, un punto di riferimento, una persona con cui confidarsi. E che invece, stando alle denunce e alla sentenza pronunciata ieri dal tribunale di Chieti, li avrebbe portati in un incubo che segnerà per sempre le loro vite. Nell’ultimo caso, secondo una prima contestazione, gli abusi sono cominciati quantomeno dalla primavera del 2015 per proseguire fino a settembre dell’anno successivo. Gli atti sessuali - in base alla denuncia - sono avvenuti in due luoghi differenti, come già ricostruito negli altri episodi finiti all’attenzione della magistratura. Il primo è il magazzino del centro sportivo di Santa Filomena, a pochi passi dallo stadio Angelini, dove i ragazzini si allenavano. L’indagato, con una scusa, si sarebbe appartato con la piccola vittima mentre gli altri atleti si trovavano in campo e, di conseguenza, non potevano vedere nulla. Ma le morbose attenzioni dell’allenatore, sfociate in veri e propri abusi, si sarebbero verificate anche a casa della mamma dell’indagato, che in quei frangenti era assente. Il pm Giuseppe Falasca, dopo aver ricevuto il rapporto della polizia, ha deciso di aprire un nuovo procedimento. E ieri Furgiuele è stato informato dell’esistenza dell’inchiesta bis perché la Procura ha inoltrato al tribunale la richiesta di incidente probatorio. Si tratta di uno strumento processuale per cristallizzare prove, da utilizzare poi durante il dibattimento, che l’incedere del tempo e il mutare di circostanze e persone potrebbero mettere a rischio. Il ragazzino verrà ascoltato, in un ambiente protetto, alla presenza di una psicologa: l’obiettivo è valutare l’attendibilità del suo racconto. Ora la palla passa al giudice per le indagini preliminari, che dovrà fissare la data dell’audizione.