Un altro delfino trovato morto sull’arenile

Aveva in bocca un pezzo di rete da pesca. Lo scorso settembre la vicenda dei sette capodogli spiaggiati
VASTO. La scoperta è stata fatta ieri mattina poco dopo le 7 da uno sportivo che correva sulla spiaggia. Un altro esemplare di delfino è purtroppo morto sul bagnasciuga istoniense. Il tursiope da una prima ispezione compiuta dagli esperti sarebbe morto soffocato da una rete.
«La rete spuntava dalla bocca quando siamo intervenuti su richiesta dell’Ufficio ecologia del Comune», conferma Eustachio Frangione che ha coordinato l’intervento del gruppo della Protezione civile Vasto.
Non è stato facile rimuovere la carcassa. Il delfino arenato durante la notte all’altezza dell’Hotel Sabrina pesava oltre 200 chili. I quattro operatori intervenuti sul posto non sono riusciti a spostarlo. Hanno pensato di chiedere aiuto al manovratore di una ruspa di una impresa privata, poi hanno chiesto rinforzi. In otto sono riusciti a sollevare il tursiope e a caricarlo su un pick up. I resti del delfino sono stati trasferiti al mattatoio comunale per essere analizzati.
La morte di cetacei continua. Il numero di esemplari spiaggiati non si conta più e quasi sempre, purtroppo, non riescono a sopravvivere. A spingere sotto costa l’esemplare spiaggiato ieri è stata la corrente. L’animale è morto probabilmente in acqua soffocato dalla rete che ieri mattina aveva in bocca. I marosi hanno spinto la carcassa sulla riva. E intanto, a distanza di cinque mesi, restano ancora tanti i quesiti da chiarire sui sette capodogli spiaggiati a Punta Penna il 14 settembre 2014. Anche allora, come in quest’ultimo caso, si disse che tre di loro erano morti per colpa dei rifiuti e delle reti ingerite. A giudizio del professor Mazzariol dell’Università di Padova, i mammiferi persero l’orientamento e si infilarono nel collo di imbuto dell’Adriatico vastese. Escluso il disorientamento provocato da sonar ed air guns, i cannoni ad aria compressa che rilevano i giacimenti petroliferi in profondità.
Come detto vanno chiariti ancora molti aspetti di quella vicenda che tenne l’Italia intera con il fiato sospeso. Negli ultimi anni il numero di cetacei - per non parlare delle tartarughe - che finiscono i loro giorni sulla spiaggia di Vasto è cresciuto tantissimo e questo agli animalisti ed agli esperti non piace affatto. (p.c.)
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