Un altro palazzo a rischio crollo: il sindaco evacua i 40 inquilini

20 Aprile 2024

Ferrara dispone l’interdizione del condominio Bella Dormiente: «Scenario estremamente pericoloso» La metà dei residenti ha già trovato una sistemazione, gli altri saranno ospitati in strutture ricettive

CHIETI. Di nuovo una palazzina sgomberata nella zona a rischio frana. Ieri mattina il sindaco Diego Ferrara ha firmato l’ordinanza di interdizione dello stabile che si trova in via don Minzoni al civico 22. L’atto riguarda il condominio Bella Dormiente, non lontano dal primo palazzo sgomberato e abbattuto che ora si sta ricostruendo, il condominio Trinchese, e dalla scuola media Vicentini-Della Porta chiusa a maggio dell’anno scorso. Ad agosto scorso il Comune ha chiesto e ottenuto con decreto governativo con il riconoscimento dello stato d’emergenza.
«L'ordinanza si è resa necessaria a fronte degli ultimi dati sul monitoraggio della situazione idrogeologica nella zona interessata, una delle più colpite dal dissesto», spiega Ferrara, «per questo tenuta sotto strettissimo controllo dal Comune grazie alla sinergia voluta e attivata con la Protezione civile nazionale, regionale e comunale, nonché con l’università d’Annunzio. Proprio l’ultima relazione di questo composito gruppo, che coinvolge attivamente il Dipartimento di ingegneria e geologia del nostro ateneo, rileva la presenza di una condizione “estremamente pericolosa” per l’area di Santa Maria, perimetrata con delibera di giunta di luglio 2023 e inserita nel Piano di assetto idrogeologico, un atto che abbiamo prodotto perché da anni mancava un aggiornamento».
Di qui la necessità di evacuare il condominio che presenta vistose crepe, sia all’interno che all’esterno degli appartamenti. I muri sono scrostati e interi pezzi di intonaci sono caduti: una situazione allarmante già solo a occhio nudo. Sono circa 40 i residenti della palazzina. La metà ha già individuato in proprio sistemazioni alternative. Gli altri «saranno ospitati per ora nelle strutture ricettive convenzionate per l’accoglienza in emergenza», fa sapere il sindaco, «ma è nostra intenzione intercettare anche altre opzioni, non ultima quella di poter usufruire di appartamenti liberi, da affittare grazie ai contributi per autonoma sistemazione, somme di cui può disporre chi si trova in queste condizioni».
Il provvedimento ha carattere temporaneo, perché è legato alla durata degli interventi tesi a riportare le condizioni del palazzo nei limiti di sicurezza. «È al momento», sottolinea il sindaco, «l'unico strumento possibile ad assicurare i residenti da pericoli, disagi ed eventuali danni. Le criticità che hanno portato all’ordinanza hanno visto peggiorare di mese in mese la situazione: interessata è soprattutto la zona nord est e l’angolo sud ovest del condominio, come emerso anche da misurazioni tramite indagini geognostiche e satellitari».
Nella relazione dei tecnici si legge che «le lesioni sono diffuse e di diversa entità: ci sono lesioni di tipo danno leggero (minore e uguale a 2 millimetri) e di tipo medio-grave (minore di 2 millimetri e minore-uguale a 5 millimetri) e in talune situazioni anche di tipo gravissimo (minore-uguale a 5 millimetri), chiaramente visibili sulle tamponature tramezzature».
E inoltre «il cedimento che coinvolge il lato nord est del fabbricato è particolarmente evidente, con danneggiamento di tutti i piani in elevazione e conseguente perdita di orizzontalità dei solai e malfunzionamento degli infissi».
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