Un’area di dieci comuni vigilata da 35 telecamere

14 Luglio 2018

Casoli. Presentato il servizio nella Comunità montana Aventino-Medio Sangro Sotto controllo le vie di fuga. Legnini (Csm): sindaci impegnati nella sicurezza

CASOLI. Trentacinque telecamere in un territorio di 350 chilometri quadrati, chi entra o esce da dieci comuni sarà monitorato e registrato: sono queste le caratteristiche principali del sistema di videosorveglianza nel territorio della Comunità montana Aventino-Medio Sangro. La presentazione c’è stata ieri mattina nel teatro comunale. Erano presenti Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm); il prefetto di Chieti, Antonio Corona; il consigliere regionale, già presidente e commissario della Comunità montana, Antonio Innaurato; il comandante della compagnia di Lanciano, capitano Vincenzo Orlando; diversi sindaci, tecnici della Regione. Il progetto - elaborato dall’ingegner Maurizio D’Alleva, anche direttore dei lavori - validato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato presentato dall’ingegner Sante Cellucci, della Regione, che così ha esordito: «Il punto di forza di questo sistema è quello di monitorare le vie di fuga di tutto il territorio di Casoli, Civitella Messer Raimondo, Colledimacine Gessopalena, Lama dei Peligni, Lettopalena, Palena, Roccascalegna, Taranta Peligni e Torricella Peligni».
Nel territorio sono presenti quattro stazioni dei carabinieri: Palena, Lama, Torricella e Casoli. Le videocamere sono state collocate in punti strategici e i lavori sono stati aggiudicati alla ditta Di Lullo Srl di Civitella Messer Raimondo. Ogni videocamera è collegata tramite una rete intranet al Comune di appartenenza e le immagini raccolte dalle centrali comunali sono direttamente disponibili per una immediata consultazione da parte del personale autorizzato. Inoltre, il sistema consente che le immagini possano essere trasmesse anche a due centri operativi collocati a Palena e Casoli. Il progetto ha previsto la creazione di una rete wireless Man in grado di connettere tutte le aree da sorvegliare. Le telecamere consentono di monitorare un’ampia area sottostante al punto di ripresa, di avere un buon grado di definizione insieme a un’altissima risoluzione dell’immagine di monitorare i veicoli in transito per riconoscerne la targa anche di notte. Il sistema è di ultima generazione, in grado di ricercare registrazioni, confrontarle con un data base di tutti i veicoli che sono transitati, registrazione di tutti i segnali video provenienti da ciascuna telecamera per 7 giorni consecutivi.
Il progetto ha avuto origine quando Innaurato era presidente dell’ente montano. «Vivevamo in situazione di allarme a causa degli innumerevoli furti presenti sul territorio. Abbiamo iniziato a organizzare incontri, per arginare il fenomeno, con la prefettura e con i politici; chi ci ha seguiti fin dall’inizio è stato Legnini. Oggi iniziamo a raccogliere i frutti». «Questi sistemi», ha detto il prefetto Corona, «sono uno strumento che non può risolvere tutto. In questi giorni ben 52 sindaci su 104, in provincia di Chieti, hanno sottoscritto un patto sulla sicurezza e questo è un buon segnale». Per Legnini «il quadro normativo e culturale nel passato non permetteva molto margine ai sindaci in materia di sicurezza. Nel corso dei tempi è andato crescente il ruolo dell’autorità locale e, alla “rivoluzione” culturale, ha fatto seguito anche quella normativa (decreto Minnitti, ndc) grazie alla quale i poteri dei sindaci sono aumentati e ciò è un bene se usati con misura e equilibrio».
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