«Un cane morto nel contatore» Le minacce prima dell’incendio

17 Settembre 2022

Il titolare del locale dato alle fiamme rivela un altro episodio intimidatorio avvenuto due mesi fa: «All’inizio non gli ho dato peso. Mi viene da pensare alla concorrenza, ma non chi sia l’autore»

CHIETI. Le minacce prima del rogo. «Ci hanno messo un cane morto nel contatore del gas, davanti al locale. Era il 19 luglio», dice Emilio Brighigna, il titolare della pizzeria Carpe Diem, quasi pronta per essere inaugurata e incendiata con la benzina mercoledì sera a Chieti Scalo, in viale Benedetto Croce. I poliziotti della squadra mobile, che ieri hanno ascoltato la vittima in questura, indagano per identificare i responsabili del rogo doloso che ha danneggiato la veranda provocando danni stimabili tra 30.000 e 40.000 euro. Se l’intera struttura non è andata completamente incenerita è solo grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco e alla vernice ignifuga con la quale le pareti erano state pitturate due giorni prima.
LE INTIMIDAZIONI
L’imprenditore di 31 anni – originario di Marano di Napoli, residente da tempo a Pescara e già proprietario di altre tre pizzerie a marchio Carpe Diem tra Montesilvano, Spoltore e L’Aquila e della gelateria Rivareno sempre a Montesilvano – il giorno successivo all’attentato incendiario ha raccontato che, circa un mese fa, un ragazzo ubriaco aveva pronunciato nei suoi confronti queste parole: «Stai attento, qui non è Pescara, Chieti è un’altra cosa, ti faccio vedere io». Ora Brighigna svela un altro episodio che ritiene dai contorni intimidatori: il ritrovamento della carcassa di un cane, avvenuto poco meno di due mesi fa, all’interno del contatore del gas del locale che si trova in strada, sul lato di via Campobasso. «All’inizio non ho dato troppo peso a questo fatto», racconta, «anche perché ho pensato che potesse essere un dispetto nei confronti del proprietario delle mura (lui ha preso il locale in affitto, ndr)».
«NESSUN SOSPETTO»
Brighigna ha dei sospetti? «No, non so a chi poter attribuire un episodio del genere. Può essere stata una ragazzata? Non penso che i ragazzini vadano in giro con le bottiglie di benzina. Posso pensare a qualche concorrente... Ma sarebbe bruttissimo, perché la concorrenza si gioca sul campo, quella leale è sempre ben accetta, non dev’essere vista come una piaga. Ripeto: è possibile che abbiamo dato fastidio a qualcuno, ma non so a chi».
LA TELEFONATA
All’indomani dell’incendio, l’imprenditore ha ricevuto la telefonata del sindaco Diego Ferrara, che ha mostrato vicinanza alla vittima dell’inquietante atto intimidatorio. «Ho ringraziato il sindaco per la telefonata. Abbiamo sentito tantissima solidarietà. E dico grazie anche alle forze dell’ordine: sono intervenute immediatamente. L’amarezza è tanta, ma noi non ci fermiamo. Vogliamo inaugurare la pizzeria il 15 ottobre».
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