Un consiglio comunale sul deposito gpl

17 Gennaio 2021

Ortona. Seduta convocata su richiesta di 5 consiglieri di minoranza, ma il progetto è stato già bocciato

ORTONA . Un consiglio comunale per esprimere la contrarietà al deposito gpl di Ortona. La seduta è stata convocata in videoconferenza per il prossimo 21 gennaio, alle ore 18.30, due settimane dopo la decisione del ministero dello Sviluppo economico sul progetto di costruzione di un impianto stoccaggio di gpl da 25mila metri cubi.
«Il sindaco Leo Castiglione e la sua giunta perdono il treno e pensano di poter rimettere indietro le lancette dell’orologio», commenta ironicamente il consigliere comunale Peppino Polidori. «Qualcuno dovrà avvertire sindaco e presidente del consiglio, che il tempo passa, che i consiglieri di opposizione avevano chiesto una seduta straordinaria ed urgente per il 9 gennaio, oppure per una data anteriore al 13 gennaio, giorno che a Roma si è discusso del deposito gpl sollecitato dall’imprenditore Walter Tosto. Alla richiesta delle opposizioni, sindaco e presidente del consiglio, invece, nemmeno hanno risposto contravvenendo con i loro silenzi ad un obbligo di legge. Ora usciti dal torpore convocano un consiglio per il 21 gennaio. C’è da chiedersi se le richieste dell’opposizione vengano mai lette così come gli atti, i passaggi e i documenti del ministero, della capitaneria e dell’Autorità portuale».
Da Palazzo di città chiariscono però che la richiesta di consiglio comunale porta la firma di cinque membri dell’opposizione - Peppino Polidori, Simonetta Schiazza, Angelo Di Nardo, Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti - e secondo regolamento la presidente Lucia Simona Rabottini è stata tenuta a convocarlo. Per evitare che venisse convocata “a giochi fatti”, ci sarebbe stata la possibilità di ritirare la richiesta, cosa che non è avvenuta. E dunque adesso si terrà un consiglio comunale con all’ordine del giorno “la contrarietà all’insediamento (costruzione ed esercizio) nel porto di Ortona del deposito costiero gpl proposto dalla società Seastock srl, invitando il ministero a negare l’autorizzazione richiesta, nell’interesse dell’intera comunità ed economia abruzzese”. Un tema che non necessita più di discussione, considerando che è stato già tutto deciso. (a.s.)