Un cumulo di terra e rifiuti scaricato nella riserva marina

VASTO. Cumuli di terra frammista a sabbia, rifiuti plastici e metallici, oltre a residui di potature, pari ad una superficie occupata di circa mille metri quadrati. Il materiale di risulta è stato...
VASTO. Cumuli di terra frammista a sabbia, rifiuti plastici e metallici, oltre a residui di potature, pari ad una superficie occupata di circa mille metri quadrati. Il materiale di risulta è stato depositato nella riserva naturale di Marina di Vasto, sulla sponda sinistra del torrente Buonanotte, tra la pista ciclabile e la foce del corso d’acqua, in un’area sottoposta a tutela ambientale. Trattandosi di un grosso quantitativo di terriccio non è peregrina l’ipotesi che il materiale sia stato portato in zona con dei mezzi pesanti. Per le guardie ambientali del Wwf, che hanno inviato una segnalazione al comando dei carabinieri forestali, all’ufficio circondariale marittimo e all’ente gestore della riserva chiedendo accertamenti, l’abbandono del terriccio e dei rifiuti potrebbe configurare il reato di “deturpamento ed alterazione di bellezze naturali”.
«È stata rinvenuta la presenza di diversi cumuli di materiale di risulta depositato liberamente su un terreno che ospita anche la vegetazione protetta», spiega Claudio Allegrino, guardia giurata volontaria del Wwf, il quale rimarca che in quella zona «le presenze vegetali dell’ambiente dunale sono tutelate anche dal sito di interesse comunitario (Sic)».
Il sito Sic di Vasto Marina ospita anche specie oggetto di salvaguardia come la testuggine palustre e la testuggine comune. Allegrino chiede quindi di verificare la sussistenza dei reati previsti dal codice penale e dalle norme che tutelano i beni paesaggistici. Stefano Taglioli, coordinatore del gruppo fratino – che ha segnalato alle guardie del Wwf la presenza dei cumuli di terra –, tira in ballo la mancanza di controlli nella Riserva da parte del gestore. «Lascia esterrefatti che l’abbandono di rifiuti, in un luogo dal grosso valore naturalistico, sia una costante da anni e che siano sempre i cittadini e le guardie del Wwf a segnalare», rimarca Taglioli. (a.b.)

