Un fascio littorio spicca su San Giustino

La foto su Facebook innesca decine di reazioni. Spuntò negli anni Trenta, svelata la sua storia
CHIETI. Un fascio littorio piazzato sulla cupola della cattedrale di San Giustino: devo la notizia della sua esistenza a Francesco Di Natale, il giorno in cui ha esposto alla bottega d'arte quel piccolo capolavoro che è la riproduzione della chiesa fatta di canne da lui realizzato. A darmi poi conferma del fatto una bella foto che l'imprenditore Teresio Cocco ha tirato fuori dal suo prezioso scrigno pieno di documenti riferiti alla città. Il passo successivo è stato quello di postare la fotografia su facebook (è quella grande che pubblichiamo qui a destra) e di chiedere ai teatini se avessero conoscenza di quel fascio e della sua collocazione.
Tra le tante risposte v'è stata quella, precisa, di un architetto: Antonio Ciccarini La Sorda. Il fascio si trova lì dagli anni Trenta, quando la cattedrale venne sottoposta ad ampi lavori di ristrutturazione, che interessarono anche il campanile, reso monco dal crollo causato da un terremoto.
«La cuspide», ha scritto l'architetto Ciccarini La Sorda su Fb- piombò sulle sale superiori dell'ex carcere, oggi facenti parte del lato del tribunale. I lavori- sempre da notizie fornite dal citato architetto- vennero eseguiti su "progetto dell'architetto anconetano Guido Cirilli, primo preside dello IUAV di Venezia, allievo di Viollet Le Duc».
Ciccarini La Sorda ha anche precisato che «il loggiato é liberamente inspirato al gotico fiorito di palazzo Ducale a Venezia ma é stato realizzato dopo la sua morte in modo semplificato ed un po' approssimativo. Le decorazioni previste in pietra d'Istria e realizzate in più economica pietra della Majella, interessano le sole parti visibili dalla piazza».
Devo aggiungere che la fotografia ha scatenato curiosità ed anche qualche commento che ha riproposto antiche e mai superate diatribe legate al fascismo e ai suoi simboli. A prevalere però è stata la valutazione che si tratta della testimonianza di una epoca e di un lavoro fatto per la comunità e che, tutto considerato, nulla toglie e nulla aggiunge alla cattedrale di San Giustino, al suo valore storico ed architettonico.

